mercoledì 7 gennaio 2009

Let it snow

C’è una canzone natalizia che elogia la neve cadente sul suolo. Beninteso che del significato cristiculo* del Natale me ne importa il giusto, cioè una sega, ieri mattina alle 4.00, quando ancora la notte si contende gli ultimi barlumi del suo regno con la luce solare, mi sono svegliato con la velata bianca che ha reso tutto ovattato. Stranamente le tangenziali erano pulite e così sono riuscito ad andare al lavoro senza problemi, a volte toccando anche la punta dei 100 Km.
Nel pomeriggio, di ritorno da un pranzo della befana riscaldato, con la scusa di dover andare in posta a fare la ricarica del cellulare sono uscito, stivali della moto ai piedi e ipod in modalità random, e mi sono incamminato a godermi la neve in clima che aveva come degno sottofondo musicale More than a feeling.

Breve spot con un'immagine che non c'azzecca una fava, ma che avrà sicuramente il suo effetto fra i lettori




Con la neve ho un buon rapporto. Nell’84 ero un tenero bambino di 5 anni con un cortile condominiale di oltre un chilometro quadrato tutto, interamente innevato. Posso, raggiunta l’età adulta dove a seguito di una nevicata prolungata non devo più andare a scuola, ma recarmi lo stesso al lavoro, avere paura di quei cristalli di ghiaccio o lasciarmi infastidire perché le strade sono fanghiglia e il traffico ne risente? Decisamente no, ed infatti quando nevica me ne beo fregandomene dei relativi disagi.

*tutti sanno che cristiano è l’unione delle due parole Cristo e Ano che, come è ben noto vuol dire culo quindi, se proprio si deve bestemmiare che lo si faccia bene.

E per finire... chiusura ad effetto


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