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domenica 22 marzo 2009

Il torneo è verde, il cucchiaio azzurro

Ieri, dopo un mese e mezzo di incontri e scontri è finito il Torneo delle Sei Nazioni vinto con Grande Slam e Triple Crown dall'Irlanda. Onore e gloria ai verdi che non vincevano il Torneo dal 1985 e replicano l'unico Grande Slam del 1948. Un'attesa che è durata anche troppo.
Gli Azzurri, invece, escono troppo malamente dal Torneo. Cucchiaio di legno, un passivo di 121 punti (certo non come i 228 della prima edizione, ma comunque tanti), gioco molto scarno e deludente quasi involuto. Si può dire abbastanza tranquillamente che questa è la peggiore Italia delle dieci edizioni del 6 Nazioni. Direi che non c'è molto altro da dire, per cui chiudo qua con una strappona e vi saluto.


lunedì 2 marzo 2009

No woodden spoon, please

Partiamo da una frase fatta: l’Italia, in questo Torneo, sta facendo cagare. Semplice, banale, disarmante, ma è così e non ci sono altre parole per dirlo. Lenta, macchinosa, nervosa, fallace... Ce n’è per tutti. Ad esempio, sabato con la Scozia, Canale è stato autore di un recupero assurdo da parte di un flanker scozzese. Lui, trequarti, dovrebbe lasciarselo dietro, ed invece andava alla velocità di un paguro.
È inutile stare a discutere se la colpa è del tecnico o dei giocatori, perché è di tutti e due. L’allenatore plasma i giocatori, ma alla fine sono loro che vanno in campo a giocarsi la partita (altra frase banale e ritrita, ma molti a volte dimenticano che è così). I giocatori sono nervosi, creano falli, creano buchi per la sgroppate degli avversari. Non è questa l’Italia. Se poi si aggiungono le dichiarazioni di Mallet... Una su tutte: il problema della nostra inferiorità starebbe nel basso livello del nostro campionato. Nulla da dire riguardo il campionato, è effettivamente di basso livello e lo dimostrano le (poche) vittorie in Heineken Cup. È per questo che s’è pensato di creare due franchigie che possano partecipare alla Celtic League, per alzare il livello dei nostri giocatori con un continuo confronto internazionale, ma che il livello del Top 10 incida su quello dei giocatori in nazionale... Nick, stavolta hai cagato fuori dal vaso... Vogliamo dare un’occhiata alla formazione di sabato con la Scozia?

15 Andrea MARCATO (Benetton Treviso, Italia)
14 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, Francia)
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne,
Francia)
12 Gonzalo GARCIA (Cammi Calvisano,
Italia)
11 Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, Italia)
10 Luke MCLEAN (Cammi Calvisano,
Italia)
9 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano,
Italia)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais,
Francia)
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais,
Francia)
6 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano,
Italia)
5 Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC, Inghilterra)
4 Santiago DELLAPE’ (Toulon RC,
Francia)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers,
Inghilterra)
2 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano,
Italia)
1 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain,
Francia)

a disposizione
16 Fabio ONGARO (Saracens,
Inghilterra)
17 Carlos NIETO (Gloucester RFC,
Inghilterra)
18 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, Irlanda)
19 Josh SOLE (MPS Viadana,
Italia)
20 Pablo CANAVOSIO (MPS Viadana,
Italia)
21 Andrea BACCHETTI (Femi CZ Rovigo,
Italia)
22 Giulio RUBINI (Overmach Cariparma,
Italia)

Dei 15 titolari, 7 giocano in Italia, 6 in Francia e 2 in Inghilterra. In panchina i giocatori emigrati sono 3 su 7. Mi sembra che avere la metà dei giocatori tesserati in club non italiani faccia cadere l’accusa del livello italiano rimandandole al mittente.

domenica 8 febbraio 2009

Old same mistakes, newcoming mistakes

Una brutta, brutta Italia. Questa è l'analisi della partita. Non c'è molto da dire. Al di là dell'esperimento di Bergamasco a mediano di mischia, un ruolo che non è suo, quella che ieri ha affrontato l'Inghilterra è stata un'Italia inguardabile. Errori alla mano, la touche, da sempre uno dei nostri punti chiave, completamente neutralizzata. Mi chiedo cosa succederà sabato prossimo con l'Irlanda, reduce da una splendida e solida prova contro la Francia e che si candida a papabile vincitrice del Torneo.
Adesso si parla di richiamare in nazionale Paul Griffen, ma forse era il caso di richiamarlo fin dall'inizio, vista l'impossibilità di avere i mediani titolari, e
chissenefrega se ha 30 e passa anni, quando si lavora d'urgenza si chiamano i senatori che garantiscono esperienza e sicurezza nel ruolo.

giovedì 5 febbraio 2009

Aspettando il 6

Sulla Panchina aspetto il 6. Non manca molto, dovrebbe arrivare fra poco. È da marzo dell'anno scorso che lo aspetto. Mi sono passati davanti nel frattempo 3 test a giugno e altri 3 a novembre, ma ora tocca al 6.
Il 6 ha un fascino particolare. Sarà l'aria che si respira, l'emozione per ogni minuto vissuto. Sarà per l'atmosfera di festa che si respira. Qua non ci sono stranieri, ma rugbysti.
Il 6 sta arrivando. Cazzo, non ci posso credere. Adesso, per me, c'è un'autentica indigestione di rugby, fra Heineken Cup, Super14 e Premiership, ma il 6... oh il 6... il 6 ha la sua genuina voglia di giocare. La voglia di vincere, di fare bene, di mettersi in gioco. Provare, avanzare, schiacciare. Il 6 mi ricorda quando ancora, nel 2000, non c'era questa esplosione mediatica sul rugby ed era per me l'unica occasione di vedere una partita di rugby perché di riuscire a vedere altri campionati e tornei mi era impossibile.
Il 6 è alla decima edizione, eppure è il torneo più antico al mondo. Perché prima del 6 c'era il 5. E prima del 5 c'era il Championship. Il Championship esiste ancora, seppur in forma diversa, all'interno del 6. Ora si chiama Triple Crown.
Il 6... Il 6... Il 6...
Il 6 sta arrivando...

domenica 16 marzo 2008

Di Scozia, Verbania e Good Fellas

Week-end rugbysticamente inteso. Ma andiamo con ordine.

Italia - Scozia. Gli Azzurri vincono il decisivo per evitare il Cucchiaio di legno nel match finale del Torneo delle 6 Nazioni contro la Scozia. Una partita intensa, non ineccepibile, ma sentita e giocata. I nostri sono superiori in mischia al punto di costringere gli avanti scozzesi a far crollare due volte il raggruppamento a 5 metri dalla loro linea di meta. L'arbitro punisce e capitalizziamo una meta tecnica. IL primo tempo si chiude 10-17 con una meta sullo scadere.
Nella ripresa l'Italia è carica e vogliosa di fare bene. Dopo 20' Parisse trova un intercetto corre, fissa due uomini e passa la palla a Canale che, probabilmente memore dei due errori a Cardiff e Parigi, non fa avanti ma, invece, porta la palla in mezzo ai pali. 17 pari. Un calcio piazzato a testa e si va 20 pari a 10 minuti dalla fine. A 30'' dalla fine Marcato trova lo spazio ed il tempo di fare un drop che si infila in mezzo portando al risultato finale di 23-20.
Una grande Italia e un grande allenatore, Nick Mallet, che ha avuto l'umanità di commuoversi ed abbracciare uno ad uno tutti i giocatori. Ora ne sono sicuro, sotto la sua guida la nazionale potrà fare molto.

Verbania - Rho. Vinta. Non c'è molto altro da dire anche perché so che non interessa a nessuno, però il terzo tempo è stato molto bello con chitarra e canti.

Good Fellas - Varese. Oggi, dopo la trasferta a Verbania, c'è stata una partita in memoria di un compagno di squadra, Andrea. Il risultato è favorevole alla selezione di giocatori del Rho che hanno giocato con lui. Un onore ed un piacere aver giocato per lui in questa occasione.

venerdì 14 marzo 2008

Flower of Scotland

Domani è l'ultima giornata del Torneo e, come a voler rendere il tutto più intrigante, ci sono due partite decisive. La prima, Galles - Francia, stabilirà chi delle due vincerà il Championship (la Francia per vincerlo deve battere i Dragoni con uno scarto superiore ai 18 punti). La seconda è Italia - Scozia che stabilirà se gli Azzurri vinceranno il famigerato cucchiaio di legno.

La Scozia è un piccolo stato dalla grande cultura rugbystica. Un tempo grande fra le grandi è ora un movimento sull'orlo del collasso. L'avvento del professionismo ha portato ad innalzare il livello atletico al quale la federazione scozzese ha saputo rispondere solo in parte.
Tre franchigie con cui giocare la Celtic League (fra Galles ed Irlanda) di cui due fallite ha portato alla fuga dei giocatori nei campionati stranieri e ad un impoverimento della base del movimento, i vivai, che servono a garantire il ricambio generazionale. Per contro, questo è il grande vantaggio dei giocatori del Cardo. Perché chi indossa la maglia blu scuro lo fa per un senso di appartenenza, per un moto d'orgoglio, per ribadire le proprie origini e, sapendo qual'è la situazione federale, giocano perché si sappia che il rugby scozzese è un vulcano dormiente pronto ad eruttare, esattamente come settimana scorsa con l'Inghilterra quando, a fine partita, il risultato era 15-9 a favore dei blu.

venerdì 7 marzo 2008

La storia di Grenoble

La Francia è un'avversaria ostica. Un cultura ovale diversa l'ha portata ad essere distanti anni luce avanti a noi. 29 partite giocate, 28 perse. 1 vinta. E di quella vittoria voglio raccontare nel consueto omaggio pre-partita

Il 22 marzo 1997, dopo anni di cocenti sconfitte contro Francia A e B (la seconda e la terza squadra nazionale), la federazione italiana riesce ad ottenere dall'equivalente francese, un test match con la nazionale maggiore fresca vincitrice dell'allora 5 Nazioni. Il teatro di guerra è a Grenoble. Fra i giocatori italiani c'erano nomi come Giovannelli, Cutitta, Dominguez, Troncon, Francescato, la generazione d'oro del rugby italiano.
Alla frontiera i gendarmi cercano di svilire la spedizione azzurra. "Tanto perdete, che ci andate a fare?" dicono. Coste, l'allora ct, ribatte che è tutto da dimostrare.
La partita finì 40-32 per gli Azzurri facendoli entrare nella storia e nel Torneo delle Nazioni tre anni dopo.

domenica 24 febbraio 2008

Galles - Italia 47 - 8

Una brutta, brutta Italia esce sconfitta come peggio si potrebbe dal MillenniumStadium di Cardiff.
A fronte di un buon primo tempo dove il divario di 5 punti infonde fiducia in una buona ripresa, il secondo tempo è invece ad uso e consumo dei Dragoni.
Mi ha fatto però piacere aver visto la partita al solito pub con special guest. Mi riferisco a Calzino ed Arres che, oltre a bere dell'ottima Guinness, hanno anche assaggiato il clima che il Paddy trasmette agli avventori. E mi sono sembrati piacevolmente soddisfatti

giovedì 21 febbraio 2008

Hen wlad fy nhadau

Il rugby, nel Galles, ha un profodo significato. Sociologico. Culturale. Sportivo. Non c'è bambino che non cresca con una palla ovale e non c'è persona (maschio o femmina che sia) che non segue i Dragoni. I gallesi sono stati all'apice del successo ovale fra gli anni '70 e gli anni '80. Gente rude, proletaria, che nel rugby trovava la valvola di sfogo da una vita fatta di sacrifici e stenti.
Quello che vado a raccontare, nell'omaggio ai gallesi, è un'aneddoto risalente agli anni '80 di una trasferta nel Principato tratta dal libro Il terzo Tempo di Marco Pastonesi ed Enrico Pessina.

"In Galles, a Pontypridd. Vicino al campo si fermava il treno, vedevamo scendere i minatori, ancora sporchi di carbone e con in mano una valigia quadrangolare, ed entrare negli spogliatoio per cambiarsi: erano loro i gioactori. Erano stanchi del lavoro, ma invece di andare a riposarsi preferivano quella guerra. Le mogli con i bambini venivano a vedere i papà, le donne preparavano le zuppe e le birre" - Marco Bollesan



domenica 10 febbraio 2008

Italia - Inghilterra 19 - 23

L'ennesima gloriosa sconfitta e, lasciatemelo dire per una volta, saremmo anche un po' stufi di sentirla citare. In particolare dai telegiornali che dall'alto della loro ignoranza parlano anche di "forze dell'ordine discrete che non hanno avuto bisogno di intervenire" e "non si segnalano, nonostante la sconfitta, disordini fuori dallo stadio". Disordini. Ad una partita di rugby. Mi vien da chiedere dove pensava di essere il giornalista del tg3... Vabbè passiamo all'analisi della partita.
L'Inghilterra capitalizza nel primo tempo, a fronte di un'Italia poco consistente, poi nel secondo tempo gli azzurri si danno una svegliata e tornano in pista. Arriva anche la meta di rapina al 75', ma ormai è troppo tardi per entrare nella storia.

A differenza di settimana scorsa, questa volta la mediana non ha saputo dare quello che poteva. Errori di passaggio sia da Travagli che da Masi, mentre quando sono entrati Picone e Marcato il ritmo italiano è salito notevolmente. A questo punto ci si aspetta una promozione dei due giovani mediani, in modo da dare una marcia in più all'attacco dove stiamo deficitando non poco.

venerdì 8 febbraio 2008

God save the prop

Domenica toccherà all'Inghilterra e, come per l'Irlanda, racconterò qualcosa di particolare sulla nazionale della Rosa.

20 novembre 2003, Sidney
È la sera della finale della Coppa del Mondo di Rugby. Le due squadre che si affrontano sono l'Australia, padrone di casa, e l'Inghilterra. La partita è molto sentita, e le due nazionali si studiano. Si arriva alla fine degli 80' in parità. I tempi supplementari sono obbligatori. Sullo scadere del secondo tempo Johnny Wilkinson ha la lucidità, lo spazio ed il tempo di fare un drop che porta sull'olimpo della palla ovale gli inglesi. Dal 1987, anno della prima Coppa del Mondo, nessuna formazione europea era riuscita a conquistare la Web Ellis Cup.
La gioia fu tale che l'allora pilone, Jason Leonard, decise di festeggiare battendo il record di birra bevuta in volo. Sidney - Londra. Ventiquattro ore di volo. Leonard iniziò a bere a Sidney e smise a Londra.


mercoledì 6 febbraio 2008

Italia anti Inghilterra

È stata annunciata oggi dal ct Nick Mallett la formazione anti inglesi che domenica 10 febbraio affronterà i leoni d'Inghilterra allo Stadio Flaminio. Totalmente confermato il XV di sabato scorso con l'eccezione di Canavosio, infortunatosi contro l'Irlanda, a favore di Ezio Galon che ha sostituito l'ala italo-argentina durante il match con i verdi e che contro gli inglesi partirà titolare. In panchina ritorna Carlos Nieto dopo il lutto familiare che l'ha costretto a lasciare il ritiro azzurro ed esordisce con la maglia italiana Alberto Sgarbi, giovane trequarti che prenderà il posto del seconda linea Tommaso Reato. Di seguito i convocati:
ITALIA
15 David BORTOLUSSI (Montpellier, 15 caps)
14 Kaine ROBERTSON (Montepaschi Viadana, 27 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 37 caps)
12 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 48 caps)
11 Ezio GALON (Overmach Cariparma, 15 caps)
10 Andrea MASI (Biarritz Olympique, 36 caps)
9 Pietro TRAVAGLI (Overmach Cariparma, 3 caps)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 49 caps) – capitano
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 63 caps)
6 Josh SOLE (Montepaschi Viadana, 24 caps)
5 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, 24 caps)
4 Santiago DELLAPE' (Biarritz Olympique, 48 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 50 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 7 caps)
1 Andrea LO CICERO (Racing Metro Paris, 72 caps)

a disposizione
16 Carlo FESTUCCIA (Racing Metro Paris, 43 caps)
17 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, 48 caps)
18 Carlos NIETO (Gloucester RFC, 21 caps)
19 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, 18 caps)
20 Simon PICONE (Benetton Treviso, 11 caps)
21 Andrea MARCATO (Benetton Treviso, 3 caps)
22 Alberto SGARBI (Benetton Treviso, esordiente)

L'Inghiterra, invece, schiera una signora formazione con Johnny "Le piazzo tutte" Wilkinson all'apertura ed una serie di biondoni anglosassoni. Le uniche due eccezioni sono le due ali. Paul Sackey, ventottenne di colore che vanta un buon curriculum nel rugby a 7, e Lesley Vainikolo originario di Tonga e dal fisico alla Jonah Lomu.

sabato 2 febbraio 2008

Irlanda - Italia 16 - 11

Una partita intensa ha visto ogi L'Irlanda trionfare sull'Italia. Non posso non dispiacermi per il risultato finale ma, visto che la partita è stata intensa, gli azzurri hanno lottato fino alla fine e che sì, ci speravo, ma non lo pensavo, devo dire che lo spettacolo offerto è statao abbastanza gradevole.
Decisamente notevole la prestazione di Mauro Bergamasco con uno splendido placcaggio a O'Driscoll sul finale del primo tempo e di un'impatto interessante durante la seconda frazione.
La mediana inedita ha data i suoi frutti. Cr'è sicuramente da migliorare, ma quello che si è visto è stato un buon presagio. L'unica critica che posso muovere sono i passaggi a gente indietro di dieci metri che inevitabilmente ci riportavano indietro, per il resto, come ho detto, la partita mi è piaciuta molto e mi auguro che anche questo 6 Nazioni si possano raccogliere i frutti della crescita dell'ItalRugby.

giovedì 31 gennaio 2008

Together standing tall, Shoulder to shoulder

Credo che qualcuno di voi sappia che a me piace il rugby (ragbi, non regbi) e che lo pratico. Sabato, puntuale come un orologio svizzero, riparte il Torneo delle 6 nazioni, forse il più prestigioso torneo sportivo. L'Italia del nuovo ct Nick Mallet affronterà la nazionale del trifoglio, l'Irlanda. Ed è ai verdi che è dedicato questo post, come i futuri saranno dedicati ai nostri futuri avversari. Se avete qualche infarinatura di geopolitica dovreste sapere che l'isola irlandese è suddivisa in Eire (Repubblica irlandese) e Irlanda del Nord facente parte del Regno Unito. Da una parte abbiamo i cattolici, dall'altra i protestanti. Fra le due fazioni non corre buon sangue (forse l'acronimo IRA vi potrà dire qualcosa) tant'è vero che negli sport hanno due distinte nazionali. Non nel rugby. Assieme al cricket e all'hockey è il solo sport che riunisce in un'unica rappresentativa protestanti e cattolici in un esempio di convivenza pacifica. Però. C'è un però che riguarda l'inno. The soldier's song, inno della repubblica irlandese, è un'omaggio a tutti i combattenti dell'indipendenza e qualcosa nei protestanti non tornava così l'Irish Rugby Football Union, nel 1995, commissionò a Phil Coulter Ireland's Call, un'unico inno che rappresenti l'anima ovale dell'Irlanda.
Ora, dopo tutto questo pippone, potete guardarvi il XV d'Irlanda cantare l'inno