Quella che ho visto oggi è stata sicuramente la migliore Italia della tourné australe. Dopo la deludente prima prestazione contro gli australiani ed aver tirato fuori le palle nella seconda partita sette giorni dopo, gli Azzurri si apprestavano ad incontrare gli All Blacks non al massimo della loro forma e piena zeppa di rincalzi (se di rincalzi si può parlare quando si parla dei tuttineri) per far fronte agli infortuni e alle assenze di lusso dei vari Richie McCaw, Ali Williams, Dan Carter. Gente che, comunque, fa il suo sporco lavoro e lo fa bene.
L'Italia placca, difende sulla linea e anche oltre la linea del vantaggio. La Nuova Zelanda perde palla, fa avanti, rimane schiacciata nella propria metà campo per buona parte della partita ma in fondo sono la squadra più forte del mondo e se lo ricordano in tre occasioni quando giocano da All Blacks. Gli Azzurri arginano come possono, a volte anche evitando il peggio, ma comunque quelle tre fiammate portano a tre mete mentre il ruolino delle nostre marcature rimane a zero, ad esclusione dei due piazzati di McLean.
Dispiace per il risultato che probabilmente riflette poco lo sforzo profuso in campo, ma 27 a 6 è un punteggio da guardare con ottimismo proprio per quello che si è visto dal XV italiano.
Ora l'Italrugby deve mantenere questo standard per i prossimi impegni internazionali a novembre quando ospiteremo gli All Blacks a San Siro
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sabato 27 giugno 2009
domenica 22 marzo 2009
Il torneo è verde, il cucchiaio azzurro
Ieri, dopo un mese e mezzo di incontri e scontri è finito il Torneo delle Sei Nazioni vinto con Grande Slam e Triple Crown dall'Irlanda. Onore e gloria ai verdi che non vincevano il Torneo dal 1985 e replicano l'unico Grande Slam del 1948. Un'attesa che è durata anche troppo.
Gli Azzurri, invece, escono troppo malamente dal Torneo. Cucchiaio di legno, un passivo di 121 punti (certo non come i 228 della prima edizione, ma comunque tanti), gioco molto scarno e deludente quasi involuto. Si può dire abbastanza tranquillamente che questa è la peggiore Italia delle dieci edizioni del 6 Nazioni. Direi che non c'è molto altro da dire, per cui chiudo qua con una strappona e vi saluto.

Gli Azzurri, invece, escono troppo malamente dal Torneo. Cucchiaio di legno, un passivo di 121 punti (certo non come i 228 della prima edizione, ma comunque tanti), gioco molto scarno e deludente quasi involuto. Si può dire abbastanza tranquillamente che questa è la peggiore Italia delle dieci edizioni del 6 Nazioni. Direi che non c'è molto altro da dire, per cui chiudo qua con una strappona e vi saluto.
lunedì 2 marzo 2009
No woodden spoon, please
Partiamo da una frase fatta: l’Italia, in questo Torneo, sta facendo cagare. Semplice, banale, disarmante, ma è così e non ci sono altre parole per dirlo. Lenta, macchinosa, nervosa, fallace... Ce n’è per tutti. Ad esempio, sabato con la Scozia, Canale è stato autore di un recupero assurdo da parte di un flanker scozzese. Lui, trequarti, dovrebbe lasciarselo dietro, ed invece andava alla velocità di un paguro.
È inutile stare a discutere se la colpa è del tecnico o dei giocatori, perché è di tutti e due. L’allenatore plasma i giocatori, ma alla fine sono loro che vanno in campo a giocarsi la partita (altra frase banale e ritrita, ma molti a volte dimenticano che è così). I giocatori sono nervosi, creano falli, creano buchi per la sgroppate degli avversari. Non è questa l’Italia. Se poi si aggiungono le dichiarazioni di Mallet... Una su tutte: il problema della nostra inferiorità starebbe nel basso livello del nostro campionato. Nulla da dire riguardo il campionato, è effettivamente di basso livello e lo dimostrano le (poche) vittorie in Heineken Cup. È per questo che s’è pensato di creare due franchigie che possano partecipare alla Celtic League, per alzare il livello dei nostri giocatori con un continuo confronto internazionale, ma che il livello del Top 10 incida su quello dei giocatori in nazionale... Nick, stavolta hai cagato fuori dal vaso... Vogliamo dare un’occhiata alla formazione di sabato con la Scozia?
15 Andrea MARCATO (Benetton Treviso, Italia)
14 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, Francia)
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, Francia)
12 Gonzalo GARCIA (Cammi Calvisano, Italia)
11 Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, Italia)
10 Luke MCLEAN (Cammi Calvisano, Italia)
9 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, Italia)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, Francia)
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, Francia)
6 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, Italia)
5 Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC, Inghilterra)
4 Santiago DELLAPE’ (Toulon RC, Francia)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, Inghilterra)
2 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, Italia)
1 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, Francia)
a disposizione
16 Fabio ONGARO (Saracens, Inghilterra)
17 Carlos NIETO (Gloucester RFC, Inghilterra)
18 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, Irlanda)
19 Josh SOLE (MPS Viadana, Italia)
20 Pablo CANAVOSIO (MPS Viadana, Italia)
21 Andrea BACCHETTI (Femi CZ Rovigo, Italia)
22 Giulio RUBINI (Overmach Cariparma, Italia)
Dei 15 titolari, 7 giocano in Italia, 6 in Francia e 2 in Inghilterra. In panchina i giocatori emigrati sono 3 su 7. Mi sembra che avere la metà dei giocatori tesserati in club non italiani faccia cadere l’accusa del livello italiano rimandandole al mittente.
È inutile stare a discutere se la colpa è del tecnico o dei giocatori, perché è di tutti e due. L’allenatore plasma i giocatori, ma alla fine sono loro che vanno in campo a giocarsi la partita (altra frase banale e ritrita, ma molti a volte dimenticano che è così). I giocatori sono nervosi, creano falli, creano buchi per la sgroppate degli avversari. Non è questa l’Italia. Se poi si aggiungono le dichiarazioni di Mallet... Una su tutte: il problema della nostra inferiorità starebbe nel basso livello del nostro campionato. Nulla da dire riguardo il campionato, è effettivamente di basso livello e lo dimostrano le (poche) vittorie in Heineken Cup. È per questo che s’è pensato di creare due franchigie che possano partecipare alla Celtic League, per alzare il livello dei nostri giocatori con un continuo confronto internazionale, ma che il livello del Top 10 incida su quello dei giocatori in nazionale... Nick, stavolta hai cagato fuori dal vaso... Vogliamo dare un’occhiata alla formazione di sabato con la Scozia?
15 Andrea MARCATO (Benetton Treviso, Italia)
14 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, Francia)
13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, Francia)
12 Gonzalo GARCIA (Cammi Calvisano, Italia)
11 Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, Italia)
10 Luke MCLEAN (Cammi Calvisano, Italia)
9 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, Italia)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, Francia)
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, Francia)
6 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, Italia)
5 Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC, Inghilterra)
4 Santiago DELLAPE’ (Toulon RC, Francia)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, Inghilterra)
2 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, Italia)
1 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, Francia)
a disposizione
16 Fabio ONGARO (Saracens, Inghilterra)
17 Carlos NIETO (Gloucester RFC, Inghilterra)
18 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, Irlanda)
19 Josh SOLE (MPS Viadana, Italia)
20 Pablo CANAVOSIO (MPS Viadana, Italia)
21 Andrea BACCHETTI (Femi CZ Rovigo, Italia)
22 Giulio RUBINI (Overmach Cariparma, Italia)
Dei 15 titolari, 7 giocano in Italia, 6 in Francia e 2 in Inghilterra. In panchina i giocatori emigrati sono 3 su 7. Mi sembra che avere la metà dei giocatori tesserati in club non italiani faccia cadere l’accusa del livello italiano rimandandole al mittente.
martedì 17 giugno 2008
Countdown... -4
Stasera, volenti o nolenti, si assisterà ad un'altra, ennesima, finale fra Italia e Francia. E poco importa che dall'altra parte ci sia pronto il biscotto, lo stufato o un vibratore. Di fronte ci saranno sempre i soliti stupidi fronscesi che, alla fine, tanto stupidi non sono.
A me, importa una sega. Sabato 21 la nostra Italia, quella ovale, affronterà i campioni del mondo in carica: gli Springboks sudafricani. E sarà interessante vedere i nuovi innesti, la crescita del gruppo e quant'altro in vista della successiva partita con l'Argentina, reduce da una sconfitta casalinga con la Scozia.
Ieri sera, invece, è stata presentata la futura stagione del Rugby Rho. Nuovo allenatore, Tom Gariboldi, e nuovo regime, tant'è vero che alla prima uscita ci è toccato fare un test di cooper, scatti da 60 metri cronometri, scatti da 30 metri cronometrati e per dessert una serie di sei esercizi da fare in coppia. Insomma, una bella mazzata da inizio stagione. Peccato che si fosse al 16 giugno! Comunque va bene, non è un problema. Vorrà dire che si lavorerà meglio e si renderà meglio in partita.
Nel frattempo il countdown all'ora X (vedi rogito) continua. I piccoli tasselli fuori posto stanno trovando la loro locazione e quello che non lo è ancora è in procinto di esserlo.
A me, importa una sega. Sabato 21 la nostra Italia, quella ovale, affronterà i campioni del mondo in carica: gli Springboks sudafricani. E sarà interessante vedere i nuovi innesti, la crescita del gruppo e quant'altro in vista della successiva partita con l'Argentina, reduce da una sconfitta casalinga con la Scozia.
Ieri sera, invece, è stata presentata la futura stagione del Rugby Rho. Nuovo allenatore, Tom Gariboldi, e nuovo regime, tant'è vero che alla prima uscita ci è toccato fare un test di cooper, scatti da 60 metri cronometri, scatti da 30 metri cronometrati e per dessert una serie di sei esercizi da fare in coppia. Insomma, una bella mazzata da inizio stagione. Peccato che si fosse al 16 giugno! Comunque va bene, non è un problema. Vorrà dire che si lavorerà meglio e si renderà meglio in partita.
Nel frattempo il countdown all'ora X (vedi rogito) continua. I piccoli tasselli fuori posto stanno trovando la loro locazione e quello che non lo è ancora è in procinto di esserlo.
giovedì 29 maggio 2008
Mourinho all'Inter
E chi se ne incula! La notizia più succosa, per me, è che nell'imminente tour australe, che vedrà coinvolta la nazionale di rugby contro il Sud Africa e l'Argentina (rispettivamente il 21 giugno a Cape Town e il 28 giugno a Cordoba), vista la probabile assenza di Sergio Parisse ancora impegnato con il suo club (lo Stade Francais) nel Top 14, il capitano sarà un giovane tallonatore che risponde al nome di Leonardo Ghiraldini, padovano, classe 1984, capitano del Calvisano, tallonatore titolare nel 6 Nazioni d'esordio di Mallet. Le carte in regola perché possa capitanare gli Azzurri ci sono tutte. Ora vediamo come si comporteranno gli esordienti con gli Springboks campioni del mondo e i Pumas terzi nel ranking mondiale.
sabato 19 gennaio 2008
Sergio Parisse ed il nuovo capitano
Nella giornata di ieri, il neo ct azzurro Nick Mallett, ha nominato il nuovo capitano della nazionale ovale: Sergio Parisse. La notizia mi lascia sorpreso sia positivamente che negativamente. Premettendo che a me Marco Bortolami, come capitano, non mi dispiaceva, devo dire che la scelta di Mallet, alla fine, non è malaccio. Probabilmente avrei preferito vedere con i gradi di capitano Mauro Bergamasco.

Passando alla parte gossippara (questo è per tutte - 2/3 - le ragazze che leggono questo blog), sia ai mondiali del 2003 sia a quelli appena giocati è stato eletto giocatore più sexy. E' fidanzato con Miss Europa 2006 (sti cazzi aggiungo io) e, essendo un giocare dello Stade Francais è naturalmente protagonista del calendario sexy Dieu du Stade dove si mostra per gli occhi di ragazze e omosessuali (è noto che il calendario è un must to have nella comunità gay).

In ogni caso il buon Sergio è il nuovo capitano e vale quindi spendere due parole su di lui.
Sergio Parisse nasce a La Plata, Argentina, il 13 settembre 1983. Suo padre Sergio Sr. emigra da L'Aquila (dove giocava come ala a cavallo degli anni '60 e '70).
Nel 2001 viene chiamato alla corte della nazionale under 19 per poi passare alla nazionale maggiore nel 2002. Colleziona 48 caps ed è attualmente in forza allo Stade Francais (la stessa squadra dei fratelli Bergamasco) con la quale s'è laureato campione di Francia nella scorsa stagione.
Gioca terza linea centro, ma non disdegna il gioco tipico dei trequarti come dimostra questo drop.
Sergio Parisse nasce a La Plata, Argentina, il 13 settembre 1983. Suo padre Sergio Sr. emigra da L'Aquila (dove giocava come ala a cavallo degli anni '60 e '70).
Nel 2001 viene chiamato alla corte della nazionale under 19 per poi passare alla nazionale maggiore nel 2002. Colleziona 48 caps ed è attualmente in forza allo Stade Francais (la stessa squadra dei fratelli Bergamasco) con la quale s'è laureato campione di Francia nella scorsa stagione.
Gioca terza linea centro, ma non disdegna il gioco tipico dei trequarti come dimostra questo drop.
Passando alla parte gossippara (questo è per tutte - 2/3 - le ragazze che leggono questo blog), sia ai mondiali del 2003 sia a quelli appena giocati è stato eletto giocatore più sexy. E' fidanzato con Miss Europa 2006 (sti cazzi aggiungo io) e, essendo un giocare dello Stade Francais è naturalmente protagonista del calendario sexy Dieu du Stade dove si mostra per gli occhi di ragazze e omosessuali (è noto che il calendario è un must to have nella comunità gay).
mercoledì 14 novembre 2007
Nick Mallet, I suppose
Oggi è stato presentato alla stampa e ai media in generale il nuovo ct della nazionale italiana di rugby: Nick Mallet.
Un breve riepilogo della sua vita rugbystica.
Allenatore per il SudAfrica. Sotto la sua guida gli Springbooks hanno vinto due Tri-Nation e realizzato la miglior winning streak dell'epoca del professionismo.
Allenatore dello Stade Francais. Alla prima stagione sotto la sua guida lo Stade Francais dei fratelli Bergamasco ha vinto il Top 14 (il massimo campionato francese).
Promette bene. E parte con due obiettivi interessanti.
Il primo, a lungo termine, è lo stesso che si era prefissato Berbizier, ovvero l'accesso ai quarti di finale (al mondiale del 2001 in Nuova Zelanda).
Il secondo, a breve termine, è la vittoria del 6 Nazioni 2008. Questo mi fa un po' sorridere, ma mi fa anche un po' ben sperare. Se parte così convinto è meglio per noi. Però resta di fatto che, visto l'ultimo 6 nazioni, abbiamo 4 partite alla nostra portata. La quinta, la Francia, è ancora fuori portata per il nostro rugby. Perlomeno nel 2008.
Io, però, sono fiducioso di un'ottimo risultato.

Un breve riepilogo della sua vita rugbystica.
Allenatore per il SudAfrica. Sotto la sua guida gli Springbooks hanno vinto due Tri-Nation e realizzato la miglior winning streak dell'epoca del professionismo.
Allenatore dello Stade Francais. Alla prima stagione sotto la sua guida lo Stade Francais dei fratelli Bergamasco ha vinto il Top 14 (il massimo campionato francese).
Promette bene. E parte con due obiettivi interessanti.
Il primo, a lungo termine, è lo stesso che si era prefissato Berbizier, ovvero l'accesso ai quarti di finale (al mondiale del 2001 in Nuova Zelanda).
Il secondo, a breve termine, è la vittoria del 6 Nazioni 2008. Questo mi fa un po' sorridere, ma mi fa anche un po' ben sperare. Se parte così convinto è meglio per noi. Però resta di fatto che, visto l'ultimo 6 nazioni, abbiamo 4 partite alla nostra portata. La quinta, la Francia, è ancora fuori portata per il nostro rugby. Perlomeno nel 2008.
Io, però, sono fiducioso di un'ottimo risultato.
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