Come si fa a non essere felici quando si hanno queste notizie?
lunedì 11 agosto 2008
domenica 10 agosto 2008
Cicerone
Fare da cicerone, nella città che vi ha dato i Natali, nella quale vivete da quasi 30 anni, potrebbe anche avere i suoi aspetti positivi, perché sì, è vero che quando abiti in un luogo tutto diventa scontato, ma quando lo presenti a chi del posto non è, riscopri a tua volta le piccole perle della tua piccola metropoli.
Capita così che facendo da guida turistica a due ragazze romane (amiche di uno dei miei migliori amici d'infanzia), ti ritrovi ad apprezzare Milano e che riesci pure a fargliela piacere alle due capitoline che, mi hanno confessato, venire nel capoluogo lombardo (per un corso di aggiornamento) lo vivevano con un po' di timore perché ha la nomea di città grigia, triste. Ed in parte è vero, Milano è alienante come città, però sa anche divertirsi, sa ritrovarsi, sa fare parecchie cose oltre ad alienare le persone.
È normale, quindi, che se si porta le due ragazze in Duomo la sera queste si scoraggino, ma se le si porta in zona Navigli la cosa cambia. Quello che mi stupisce è che a fare tutto questo (il Duomo di sera, s'intende) sia stato il classico milanese D.O.C. (leggi anche bauscia), mentre a portare sui Navigli (oltre che a far fare un bel giro turistico nel pomeriggio) sia stato un milanese D.O.I. (Denominazione d'Origine Importata), ma tant'è. Il mio dovere l'ho fatto, e anche bene.
Capita così che facendo da guida turistica a due ragazze romane (amiche di uno dei miei migliori amici d'infanzia), ti ritrovi ad apprezzare Milano e che riesci pure a fargliela piacere alle due capitoline che, mi hanno confessato, venire nel capoluogo lombardo (per un corso di aggiornamento) lo vivevano con un po' di timore perché ha la nomea di città grigia, triste. Ed in parte è vero, Milano è alienante come città, però sa anche divertirsi, sa ritrovarsi, sa fare parecchie cose oltre ad alienare le persone.
È normale, quindi, che se si porta le due ragazze in Duomo la sera queste si scoraggino, ma se le si porta in zona Navigli la cosa cambia. Quello che mi stupisce è che a fare tutto questo (il Duomo di sera, s'intende) sia stato il classico milanese D.O.C. (leggi anche bauscia), mentre a portare sui Navigli (oltre che a far fare un bel giro turistico nel pomeriggio) sia stato un milanese D.O.I. (Denominazione d'Origine Importata), ma tant'è. Il mio dovere l'ho fatto, e anche bene.
venerdì 8 agosto 2008
feeisbuck
Complice la perdita del cellulare, un gran girare di voci, l'aggiornamento alla nuova moda del social netuorck, ho pensato di iscrivermi anch'io a facebook. Non che mi serva più di tanto, ho scambiato qualche parola con un'amica, chiesto un parere ad un'altro amico e non ancora aggiornato il profilo con foto e sa il cazzo cos'altro.
Sinceramente lo userò poco (credo), anche perchè chi ha voglia di iniziare a sentire i vecchi amici e i vecchi compagni di scuola?
Piccolo flashback: nel 1994 ho preso armi e bagagli con la mia famigliola e mi sono spostato da Bresso (Mi) a Paderno Dugnano (sempre Mi). Non un tragitto enorme, ma a quattordici anni, senza mezzi propri di locomozione rapidi, 5 Km e mezzo erano tanti. Ecco. Di tutti i ragazzi con cui ho giocato per tredici anni nel cortile (enorme, oltre 1 km quadrato), di quelli con cui ho passato i cinque anni di elementari e i tre di medie (qualcuno anche tutti e 8 assieme), voi li avete sentiti anche solo per sapere come si stava? Io no, ed è per questo che sono poco convinto della cosa. Perché dovrei riallacciare un rapporto che si è interrotto (per concorso di colpa più o meno equo) quindici anni fa? Me lo chiedo e non mi so dare una risposta che sia una e che sia tantomeno convincente.
Sinceramente lo userò poco (credo), anche perchè chi ha voglia di iniziare a sentire i vecchi amici e i vecchi compagni di scuola?
Piccolo flashback: nel 1994 ho preso armi e bagagli con la mia famigliola e mi sono spostato da Bresso (Mi) a Paderno Dugnano (sempre Mi). Non un tragitto enorme, ma a quattordici anni, senza mezzi propri di locomozione rapidi, 5 Km e mezzo erano tanti. Ecco. Di tutti i ragazzi con cui ho giocato per tredici anni nel cortile (enorme, oltre 1 km quadrato), di quelli con cui ho passato i cinque anni di elementari e i tre di medie (qualcuno anche tutti e 8 assieme), voi li avete sentiti anche solo per sapere come si stava? Io no, ed è per questo che sono poco convinto della cosa. Perché dovrei riallacciare un rapporto che si è interrotto (per concorso di colpa più o meno equo) quindici anni fa? Me lo chiedo e non mi so dare una risposta che sia una e che sia tantomeno convincente.
giovedì 7 agosto 2008
lunedì 4 agosto 2008
Phoneless
Ieri sera il cellulare ha deciso di farla finita di questa grigia vita e di suicidarsi gettandosi dalla tasca della mia giacca mentre la moto era in corsa su una Strada ad Alta Velocità (SAV) dove passano AAV (Auto ad Alta Velocità), MAV (Moto ad Alta Velocità), TAV (Tir ad Alta Velocità) e dove è improbabile che passino BAV (Bici ad Alta Velocità).
Dicevo, il mio cellulare si è gettato dalla tasca della mia giacca e l'errore è stato mio nel non capire per tempo la depressione che affligeva il mio povero Nokia 6600 e, sicuramente, l'avergli dato l'occasione di compiere il fatal gesto lasciando aperta la zip non è stata una cosa saggia.
Il risultato è che, con molta probabilità, il mio defunto cellulare si sia ritrovato sulla SAV di cui sopra travolto 2-3 mila volta dai TAV, dalle AAV e anche dalle MAV (ma dalle BAV no, su quella SAV non possono circolare) e, di conseguenza, ho perso tutti i contatti di coloro che conosco e frequento.
Ho bisogno, quindi, di recuperare i vari numeri di cellulare (ed eventualmente di casa e di ufficio se c'è stata occasione di chiamarvi in quelle sedi) in modo da ripristinare la mia rubrica virtuale che, prometto, provvederò a farne duplice copia in forma cartacea al fine di evitare, mi auguro in un futuro lontano, di chiedere ulteriormente i vostri contatti.

Dicevo, il mio cellulare si è gettato dalla tasca della mia giacca e l'errore è stato mio nel non capire per tempo la depressione che affligeva il mio povero Nokia 6600 e, sicuramente, l'avergli dato l'occasione di compiere il fatal gesto lasciando aperta la zip non è stata una cosa saggia.
Il risultato è che, con molta probabilità, il mio defunto cellulare si sia ritrovato sulla SAV di cui sopra travolto 2-3 mila volta dai TAV, dalle AAV e anche dalle MAV (ma dalle BAV no, su quella SAV non possono circolare) e, di conseguenza, ho perso tutti i contatti di coloro che conosco e frequento.
Ho bisogno, quindi, di recuperare i vari numeri di cellulare (ed eventualmente di casa e di ufficio se c'è stata occasione di chiamarvi in quelle sedi) in modo da ripristinare la mia rubrica virtuale che, prometto, provvederò a farne duplice copia in forma cartacea al fine di evitare, mi auguro in un futuro lontano, di chiedere ulteriormente i vostri contatti.
Sulla musica videoludica
E parliamo anche un po' di musica videoludica che, in questo periodo, mi sento di snocciolare un po' di pirlate.
Ci voleva Guitar Hero: On tour (che è la versione per Nintendo Ds) per farmi riscoprire una canzone come Rock the Night degli Europe oltre a farmi scoprire altre canzoni come Helicopter dei Bloc Party o Monster dei Beatsteaks.
La questione non è questa, in realtà. Ad oggi i videogiochi musicali stanno diventando la nuova fonte di reddito di artisti più o meno famosi e c'è da dire che la cosa rende anche bene. Immagino che i Red Hot Chili Pepper (o Santana, giusto per citarne uno a cazzo) non si siano fatti pagare in noccioline per essere presente sulla versione portatile di Guitar Hero.
Ed ecco la questione. Direttamente il media videoludico permette anche di far conoscere le proprie canzoni fuori dai soliti canali e, indirettamente, di comprare il cd contenente quella canzone.
Ma tanto io sono un pirata informatico e se qualcosa la posso avere a gratis me la pijo e me la godo. O no?

Ci voleva Guitar Hero: On tour (che è la versione per Nintendo Ds) per farmi riscoprire una canzone come Rock the Night degli Europe oltre a farmi scoprire altre canzoni come Helicopter dei Bloc Party o Monster dei Beatsteaks.
La questione non è questa, in realtà. Ad oggi i videogiochi musicali stanno diventando la nuova fonte di reddito di artisti più o meno famosi e c'è da dire che la cosa rende anche bene. Immagino che i Red Hot Chili Pepper (o Santana, giusto per citarne uno a cazzo) non si siano fatti pagare in noccioline per essere presente sulla versione portatile di Guitar Hero.
Ed ecco la questione. Direttamente il media videoludico permette anche di far conoscere le proprie canzoni fuori dai soliti canali e, indirettamente, di comprare il cd contenente quella canzone.
Ma tanto io sono un pirata informatico e se qualcosa la posso avere a gratis me la pijo e me la godo. O no?
venerdì 1 agosto 2008
E. E.
Mi hanno semplicemente rotto il cazzo tutti quelli che da quasi un mese continuano a voler dire la loro su una questione intima e personale come lo staccare la spina alla propria figlia dopo sedici anni di coma.
Mi sta sul cazzo quell'obeso di Ferrara con le sue fottute bottigliette d'acqua davanti al Duomo. Ha mai dovuto assistere ad un proprio familiare in coma da più di due anni? Evidentemente no, altrimenti non cagherebbe il cazzo in questa maniera.
Mi sta sul cazzo Adriano Celentano che pretende di dire la sua tramite una lettera al Corriere della Sera e, sempre per lo stesso motivo di Ferrara, apre la bocca per dire puttanate.
Mi sta sul cazzo quel nazista del Papa che continua a dire che l'eutanasia è un crimine contro Dio e che la vita deve seguire il suo corso naturale. COGLIONE! È proprio il mantenere in vita forzatamente tramite una macchina la vera anomalia che devia dal percorso naturale della vita. Il tuo cazzo di dio gay non t'ha insegnato nulla brutta checca pedofila?
Mi sta sul cazzo chi, servendo il potere religioso a favore del potere temporale, pensa di voler rimettere tutto in discussione.
Mi stanno sul cazzo tutti quelli che cercano di far cambiare ideare ad un padre senza sapere cosa ha passato in questi sedici anni. Ma no, se non soffri, se non passi una vita che non sia tua, non sei un cazzo di nessuno. Per la religione del pederasta di cui prima, la sofferenza è il mezzo per godersi la vita ultraterrena. Ma andate a fare in culo tutti quanti!
E scusate lo sfogo.
Mi sta sul cazzo quell'obeso di Ferrara con le sue fottute bottigliette d'acqua davanti al Duomo. Ha mai dovuto assistere ad un proprio familiare in coma da più di due anni? Evidentemente no, altrimenti non cagherebbe il cazzo in questa maniera.
Mi sta sul cazzo Adriano Celentano che pretende di dire la sua tramite una lettera al Corriere della Sera e, sempre per lo stesso motivo di Ferrara, apre la bocca per dire puttanate.
Mi sta sul cazzo quel nazista del Papa che continua a dire che l'eutanasia è un crimine contro Dio e che la vita deve seguire il suo corso naturale. COGLIONE! È proprio il mantenere in vita forzatamente tramite una macchina la vera anomalia che devia dal percorso naturale della vita. Il tuo cazzo di dio gay non t'ha insegnato nulla brutta checca pedofila?
Mi sta sul cazzo chi, servendo il potere religioso a favore del potere temporale, pensa di voler rimettere tutto in discussione.
Mi stanno sul cazzo tutti quelli che cercano di far cambiare ideare ad un padre senza sapere cosa ha passato in questi sedici anni. Ma no, se non soffri, se non passi una vita che non sia tua, non sei un cazzo di nessuno. Per la religione del pederasta di cui prima, la sofferenza è il mezzo per godersi la vita ultraterrena. Ma andate a fare in culo tutti quanti!
E scusate lo sfogo.
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