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mercoledì 13 maggio 2009
domenica 12 aprile 2009
Dopo tre giorni...
Personalmente non è che me ne freghi gran che, non sono quello che si potrebbe definire un cattolico, né praticante né simpatizzante. La colpa è di un messaggio snaturato dei suoi contenuti nel corso degli ultimi duemila anni.
Ovviamente non c’entra nulla il messaggio ma, visto che il messaggio viene diffuso dagli uomini, è con questi, che in due millenni hanno sparso il verbo che ce l’ho.
Certo, abbiamo avuto un periodo meraviglioso dal punto di vista artistico. Difficilmente Michelangelo avrebbe fatto la Cappella Sistina o il Giudizio Universale se non avesse avuto la commissione del papa. Non avremmo la splendida architettura di San Pietro, San Giovanni in Laterano o del Duomo di Milano. Non avremmo neanche il perfetto trompe l’oil di Santa Maria presso San Satiro del Bramante. Non oso neanche pensare alla mancanza nella nostra vita del Cenacolo Vinciano. Quindi non posso fare a meno che ringraziare questa gente di chiesa per averci dato questo patrimonio artistico ma non di meno non posso che essere disgustato dalla bassezza umana fatta religione: un potere spirituale che diventa sempre più forte fino a diventare temporale, con diritto di scelta nei regnanti di questo o quell’impero. E se non avevi il favore del vescovo, del papa o del cardinale eri fottuto, ti si ribellava gente contro. Chiedetelo a Enrico IV.
Ho una mia personale opinione, ma sono abbastanza convinto nel credere che se non ci fosse stata la diffusione del cristianesimo l’impero romano non avrebbe avuto il declino che ha subito dal 2° al 5° secolo.
Ai giorni nostri, il potere spirituale è sempre più confuso con quello temporale, i politici italiani si assoggettano ai dogmi di un uomo che dice di parlare per intercessione divina, i fedeli seguono scrupolosamente le indicazioni di voto alle elezioni e ai referendum. Non serve più che ci sia uno Stato della Chiesa, basta avere in mano le coscienze dei cittadini.
Recenti episodi mi hanno fatto (e mi stanno facendo) pensare seriamente a compilare e spedire una buona volta per tutte il modulo per lo sbattezzo. Perché non l’ho ancora fatto? Molto probabilmente pigrizia, ma anche la consapevolezza che una volta fatto non posso tornare che la preclusione alla mia figura di testimone e padrino (qualora venisse richesta).
In ogni caso tutto questo è per augurare, a chi ci tiene, una buona Pasqua, perché un conto è avere rispetto per chi è cattolico, ed un conto è avere rispetto per chi i cattolici catechizza.
La vignetta con cui ho aperto questo post è tratta dal numero 70 di Rat-man Collection intitolato Ratto. In una bilogia combinata con il numero successivo, Leo Ortolani fa la parodia a Rambo (in particolare richiama molto l’ultimo della serie), ma fa anche un sana critica all’ipocrisia governativa e sacerdotale dietro le belle parole religiose (Pensavo di aver visto il volto di Gesù nei poveri, ma mi sbagliavo) e non posso fare a meno di consigliarne la lettura.
sabato 15 novembre 2008
La cultura del dolore
Nell’arco degli ultimi duemila anni. C’è stata un’organizzazione, una setta, che ha fatto della cultura del dolore il suo punto di forza per sottomettere alla propria fede milioni di persone che, probabilmente, ne avrebbero anche fatto a meno. Stiamo parlando, ovviamente, della società per azioni Chiesa SpA.
A partire dal simbolo con cui si identifica questa setta, un uomo morente su uno strumento di morte, e per stesse dichiarazioni elargite nel corso di due millenni, come ad esempio “gli ultimi saranno i primi” che vuol dire i poveri, i sofferenti, i malati saranno i primi ad entrare in paradiso. Che per me vuol dire: più soffrite più vi guadagnate l’accesso al paradiso.
Ecco quindi che la parola chiave con la quale si deve identificare la Chiesa SpA è dolore. Dolore perché se sei in una condizione pietosa non puoi che pregare il tuo dio per migliorare la tua situazione. Il dolore come mezzo per comunicare con un’entità che non si manifesta mai. Qualcuno potrà obiettare questa affermazione ma non mi sembra di aver visto nuove punizioni alla Sodoma e Gomorra nel frattempo. “Eh ma, il Signore ci ha beneficiato del libero arbitrio”. Ammazzati. Perché quando si fa qualcosa di buono è perché ci ha messo la zampino il Lord in questione e quando succede qualcosa di sbagliato si imputa la colpa all’imperfezione umana e al peccato originale? Perché, se realmente esiste, permette che si rovini il mondo sul quale viviamo massacrandoci a vicenda e estinguendo specie animali e vegetali (e ho qualche dubbi anche su quelle minerali)? La risposta è il libero arbitrio. La controrisposta la sapete già.
Il dolore, dicevamo, è quello che muove il potere spirituale e temporale della Chiesa. È normale, quindi, che vogliano mantenere il controllo su questi due poteri. Diventano perciò inaccettabili alcune scelte di vita, o meglio di morte, a seguito di condizioni non propriamente dignitose, come quella di Piergiorgio Welby e quella di Eluana Englaro. Scelte coraggiose, perché ci vuole molto più fegato a interrompere l’alimentazione (forzata) alla propria figlia invece che restare in un limbo che dura da quasi 17 anni. O forse proprio perché se sono passati così tanti diventa più facile farlo. Ma non per sé stessi. Per lei.
Di tutto questo il signor Englaro ha il mio più profondo rispetto.
A partire dal simbolo con cui si identifica questa setta, un uomo morente su uno strumento di morte, e per stesse dichiarazioni elargite nel corso di due millenni, come ad esempio “gli ultimi saranno i primi” che vuol dire i poveri, i sofferenti, i malati saranno i primi ad entrare in paradiso. Che per me vuol dire: più soffrite più vi guadagnate l’accesso al paradiso.
Ecco quindi che la parola chiave con la quale si deve identificare la Chiesa SpA è dolore. Dolore perché se sei in una condizione pietosa non puoi che pregare il tuo dio per migliorare la tua situazione. Il dolore come mezzo per comunicare con un’entità che non si manifesta mai. Qualcuno potrà obiettare questa affermazione ma non mi sembra di aver visto nuove punizioni alla Sodoma e Gomorra nel frattempo. “Eh ma, il Signore ci ha beneficiato del libero arbitrio”. Ammazzati. Perché quando si fa qualcosa di buono è perché ci ha messo la zampino il Lord in questione e quando succede qualcosa di sbagliato si imputa la colpa all’imperfezione umana e al peccato originale? Perché, se realmente esiste, permette che si rovini il mondo sul quale viviamo massacrandoci a vicenda e estinguendo specie animali e vegetali (e ho qualche dubbi anche su quelle minerali)? La risposta è il libero arbitrio. La controrisposta la sapete già.
Il dolore, dicevamo, è quello che muove il potere spirituale e temporale della Chiesa. È normale, quindi, che vogliano mantenere il controllo su questi due poteri. Diventano perciò inaccettabili alcune scelte di vita, o meglio di morte, a seguito di condizioni non propriamente dignitose, come quella di Piergiorgio Welby e quella di Eluana Englaro. Scelte coraggiose, perché ci vuole molto più fegato a interrompere l’alimentazione (forzata) alla propria figlia invece che restare in un limbo che dura da quasi 17 anni. O forse proprio perché se sono passati così tanti diventa più facile farlo. Ma non per sé stessi. Per lei.
Di tutto questo il signor Englaro ha il mio più profondo rispetto.
venerdì 8 agosto 2008
feeisbuck
Complice la perdita del cellulare, un gran girare di voci, l'aggiornamento alla nuova moda del social netuorck, ho pensato di iscrivermi anch'io a facebook. Non che mi serva più di tanto, ho scambiato qualche parola con un'amica, chiesto un parere ad un'altro amico e non ancora aggiornato il profilo con foto e sa il cazzo cos'altro.
Sinceramente lo userò poco (credo), anche perchè chi ha voglia di iniziare a sentire i vecchi amici e i vecchi compagni di scuola?
Piccolo flashback: nel 1994 ho preso armi e bagagli con la mia famigliola e mi sono spostato da Bresso (Mi) a Paderno Dugnano (sempre Mi). Non un tragitto enorme, ma a quattordici anni, senza mezzi propri di locomozione rapidi, 5 Km e mezzo erano tanti. Ecco. Di tutti i ragazzi con cui ho giocato per tredici anni nel cortile (enorme, oltre 1 km quadrato), di quelli con cui ho passato i cinque anni di elementari e i tre di medie (qualcuno anche tutti e 8 assieme), voi li avete sentiti anche solo per sapere come si stava? Io no, ed è per questo che sono poco convinto della cosa. Perché dovrei riallacciare un rapporto che si è interrotto (per concorso di colpa più o meno equo) quindici anni fa? Me lo chiedo e non mi so dare una risposta che sia una e che sia tantomeno convincente.
Sinceramente lo userò poco (credo), anche perchè chi ha voglia di iniziare a sentire i vecchi amici e i vecchi compagni di scuola?
Piccolo flashback: nel 1994 ho preso armi e bagagli con la mia famigliola e mi sono spostato da Bresso (Mi) a Paderno Dugnano (sempre Mi). Non un tragitto enorme, ma a quattordici anni, senza mezzi propri di locomozione rapidi, 5 Km e mezzo erano tanti. Ecco. Di tutti i ragazzi con cui ho giocato per tredici anni nel cortile (enorme, oltre 1 km quadrato), di quelli con cui ho passato i cinque anni di elementari e i tre di medie (qualcuno anche tutti e 8 assieme), voi li avete sentiti anche solo per sapere come si stava? Io no, ed è per questo che sono poco convinto della cosa. Perché dovrei riallacciare un rapporto che si è interrotto (per concorso di colpa più o meno equo) quindici anni fa? Me lo chiedo e non mi so dare una risposta che sia una e che sia tantomeno convincente.
venerdì 1 agosto 2008
E. E.
Mi hanno semplicemente rotto il cazzo tutti quelli che da quasi un mese continuano a voler dire la loro su una questione intima e personale come lo staccare la spina alla propria figlia dopo sedici anni di coma.
Mi sta sul cazzo quell'obeso di Ferrara con le sue fottute bottigliette d'acqua davanti al Duomo. Ha mai dovuto assistere ad un proprio familiare in coma da più di due anni? Evidentemente no, altrimenti non cagherebbe il cazzo in questa maniera.
Mi sta sul cazzo Adriano Celentano che pretende di dire la sua tramite una lettera al Corriere della Sera e, sempre per lo stesso motivo di Ferrara, apre la bocca per dire puttanate.
Mi sta sul cazzo quel nazista del Papa che continua a dire che l'eutanasia è un crimine contro Dio e che la vita deve seguire il suo corso naturale. COGLIONE! È proprio il mantenere in vita forzatamente tramite una macchina la vera anomalia che devia dal percorso naturale della vita. Il tuo cazzo di dio gay non t'ha insegnato nulla brutta checca pedofila?
Mi sta sul cazzo chi, servendo il potere religioso a favore del potere temporale, pensa di voler rimettere tutto in discussione.
Mi stanno sul cazzo tutti quelli che cercano di far cambiare ideare ad un padre senza sapere cosa ha passato in questi sedici anni. Ma no, se non soffri, se non passi una vita che non sia tua, non sei un cazzo di nessuno. Per la religione del pederasta di cui prima, la sofferenza è il mezzo per godersi la vita ultraterrena. Ma andate a fare in culo tutti quanti!
E scusate lo sfogo.
Mi sta sul cazzo quell'obeso di Ferrara con le sue fottute bottigliette d'acqua davanti al Duomo. Ha mai dovuto assistere ad un proprio familiare in coma da più di due anni? Evidentemente no, altrimenti non cagherebbe il cazzo in questa maniera.
Mi sta sul cazzo Adriano Celentano che pretende di dire la sua tramite una lettera al Corriere della Sera e, sempre per lo stesso motivo di Ferrara, apre la bocca per dire puttanate.
Mi sta sul cazzo quel nazista del Papa che continua a dire che l'eutanasia è un crimine contro Dio e che la vita deve seguire il suo corso naturale. COGLIONE! È proprio il mantenere in vita forzatamente tramite una macchina la vera anomalia che devia dal percorso naturale della vita. Il tuo cazzo di dio gay non t'ha insegnato nulla brutta checca pedofila?
Mi sta sul cazzo chi, servendo il potere religioso a favore del potere temporale, pensa di voler rimettere tutto in discussione.
Mi stanno sul cazzo tutti quelli che cercano di far cambiare ideare ad un padre senza sapere cosa ha passato in questi sedici anni. Ma no, se non soffri, se non passi una vita che non sia tua, non sei un cazzo di nessuno. Per la religione del pederasta di cui prima, la sofferenza è il mezzo per godersi la vita ultraterrena. Ma andate a fare in culo tutti quanti!
E scusate lo sfogo.
sabato 5 luglio 2008
Barzellette
Per allietare un po' il vostro week-end lascio a vostro uso e consumo una serie di barzellette
C'è il signor Silvio che è un'autentico signore, un cavaliere, con tutti. In particolare con le donne. Il signor Silvio è sposato felicemente con figli e possiede un'azienda impegnata nella comunicazione. Il suo hobby è quello di fare il gentiluomo con le belle donne che lavorano per lui nonostante alla sua signora non faccia piacere che si lasci andare ad esternazioni ambigue o che le inviti nella sua casetta in Sardegna.
Un giorno non ti viene mica nominato Presidente del Suggerimento e, fra i suoi delegati, non sceglie mica una delle sue dipendenti? E la gente voleva sapere perché è stata scelta lei e non qualcun'altro magari più capace. Allora tutti ad attaccarsi al suo telefono per sentire i suoi segreti che segreti non erano, ma burlate e scherzi. Allora tutti difendesero il signor Silvio che così potè continuare indisturbato nella sua opera.
C'era una volta un paese abitato da navigatori, santi, poeti e mafiosi. Era famoso in tutto il mondo per essere il più libero in termini di parola, pensiero e religione. Un giorno arrivarono in massa un miliardo di persone che chiesero di avere un posto dove pregare secondo le regole della loro religione. E non glielo darono.
Non vi viene da ridere?
C'è il signor Silvio che è un'autentico signore, un cavaliere, con tutti. In particolare con le donne. Il signor Silvio è sposato felicemente con figli e possiede un'azienda impegnata nella comunicazione. Il suo hobby è quello di fare il gentiluomo con le belle donne che lavorano per lui nonostante alla sua signora non faccia piacere che si lasci andare ad esternazioni ambigue o che le inviti nella sua casetta in Sardegna.
Un giorno non ti viene mica nominato Presidente del Suggerimento e, fra i suoi delegati, non sceglie mica una delle sue dipendenti? E la gente voleva sapere perché è stata scelta lei e non qualcun'altro magari più capace. Allora tutti ad attaccarsi al suo telefono per sentire i suoi segreti che segreti non erano, ma burlate e scherzi. Allora tutti difendesero il signor Silvio che così potè continuare indisturbato nella sua opera.
C'era una volta un paese abitato da navigatori, santi, poeti e mafiosi. Era famoso in tutto il mondo per essere il più libero in termini di parola, pensiero e religione. Un giorno arrivarono in massa un miliardo di persone che chiesero di avere un posto dove pregare secondo le regole della loro religione. E non glielo darono.
Non vi viene da ridere?
giovedì 3 luglio 2008
Petizioni
Alcuni tifosi del Milan hanno lanciato una Petizione on line per chiedere a Silvio Berlusconi di cedere la squadra rossonera perché, secondo loro, da quando è in politica ha smesso di investire nel calcio. Il testo, copiato da corriere.it, dice così
«Cari fratelli rossoneri chi ama il Milan non può non capire la situazione difficile di questi anni a livello di mercato. Galliani nelle sue interviste manifesta continuamente la mancanza di risorse economiche, la differenza di introiti, di fisco e di cultura calcistica nei confronti di Spagna e Inghilterra e questo ci fa pensare ad un futuro tutt'altro che sereno. Oltretutto il nostro presidente non ha più intenzione di investire nella società e da quando è in politica il Milan non è più competitivo economicamente in Europa. Questo succede (oltre ai fattori che cita Galliani nelle interviste) per il famoso conflitto di interessi. Un patron di una società non può governare l'Italia per cercare di risollevarla e poi spendere fior fior di euro. In effetti questo ragionamento è logico e va bene per tutti, ma non per noi. Non possono essere i milanisti a pagare per risollevare le sorti dell'Italia e degli italiani. Oltretutto c'è una politica assurda di Fininvest che è quella di non investire più con forza nel Milan. Tutto questo dovrebbe metterci i brividi, dovrebbe farci riflettere tutti. Siamo grati al presidente per tutto quello che ha fatto per il Milan e per noi tifosi, ma la verità è che negli ultimi anni due anni quello che abbiamo vinto è frutto di un miracolo della squadra. Allora poiché non si vive sempre di miracoli e di fortuna, io chiedo, a tutti i tifosi che come me hanno a cuore le sorti del Diavolo, se su questi presupposti potrà esserci un futuro degno di questi colori... Fuori gli attributi popolo rossonero, facciamoci sentire in modo serio, per una petizione forte e manifestiamo liberamente le nostre delusioni. Firmiamo e cerchiamo di ridare al Milan la dignità che gli spetta. Per il bene di tutti ma specialmente del Milan, caro presidente vendi e restituiscici l'orgoglio di essere milanisti»
Bene. Ora faccio partire io una nuova Petizione on line per chiedere al premier in carica, Silvio Berlusconi (fa un po' specie dirlo, lo so) di cedere la Presidenza del Consiglio per preservare la squadra che ha contribuito a far crescere nel cuore dei tifosi rossoneri.
«Cari fratelli rossoneri chi ama il Milan non può non capire la situazione difficile di questi anni a livello di mercato. Galliani nelle sue interviste manifesta continuamente la mancanza di risorse economiche, la differenza di introiti, di fisco e di cultura calcistica nei confronti di Spagna e Inghilterra e questo ci fa pensare ad un futuro tutt'altro che sereno. Oltretutto il nostro presidente non ha più intenzione di investire nella società e da quando è in politica il Milan non è più competitivo economicamente in Europa. Questo succede (oltre ai fattori che cita Galliani nelle interviste) per il famoso conflitto di interessi. Un patron di una società non può governare l'Italia per cercare di risollevarla e poi spendere fior fior di euro. In effetti questo ragionamento è logico e va bene per tutti, ma non per noi. Non possono essere i milanisti a pagare per risollevare le sorti dell'Italia e degli italiani. Oltretutto c'è una politica assurda di Fininvest che è quella di non investire più con forza nel Milan. Tutto questo dovrebbe metterci i brividi, dovrebbe farci riflettere tutti. Siamo grati al presidente per tutto quello che ha fatto per il Milan e per noi tifosi, ma la verità è che negli ultimi anni due anni quello che abbiamo vinto è frutto di un miracolo della squadra. Allora poiché non si vive sempre di miracoli e di fortuna, io chiedo, a tutti i tifosi che come me hanno a cuore le sorti del Diavolo, se su questi presupposti potrà esserci un futuro degno di questi colori... Fuori gli attributi popolo rossonero, facciamoci sentire in modo serio, per una petizione forte e manifestiamo liberamente le nostre delusioni. Firmiamo e cerchiamo di ridare al Milan la dignità che gli spetta. Per il bene di tutti ma specialmente del Milan, caro presidente vendi e restituiscici l'orgoglio di essere milanisti»
Bene. Ora faccio partire io una nuova Petizione on line per chiedere al premier in carica, Silvio Berlusconi (fa un po' specie dirlo, lo so) di cedere la Presidenza del Consiglio per preservare la squadra che ha contribuito a far crescere nel cuore dei tifosi rossoneri.
martedì 10 giugno 2008
Chiarimenti
Mettiamo in chiaro una cosa: a me Pino Daniele fa cagare. E non lo dico a livello tecnico. È bravo a strimpellare con la sua chitarra. A me, di Pino Daniele, irrita la voce. Quella voce acuta che non è nè carne nè pesce. Non è una voce particolare. Quella di Lemmy è una voce particolare, quella di Paul Stanley è particolare, persino quella di Orietta Berti è particolare, ma non quella di Pino Daniele. Non è un voce, gristiddioincroce. Non ha un'estensione vocale ed è perennemente in falsetto ed io, i falsetti, riesco a farmeli accettare solo da Stefano Belissari (e soci) e Dario. Cazzo, quasi preferisco i Hokio Totel a Pino Daniele. No, ok, adesso ho esagerato. Anche Pino Daniele ha una sua dignità e sarebbe una grande offesa alla sua tecnica paragonarlo agli Osaka Motel. Non di meno Pino Daniele mi fa dimorto cagare. E questa è l'unica verità, quella che è là fuori.
martedì 27 maggio 2008
Senti che Tony!
Ah ah. Che ridere. E pensare che c'hanno anche ragione, i tedeschi, a pigliarci per il culo nella serie di spot di una catena di supermercati tecnologici (presente anche in italia).
Al di là della macchietta da spot, quello che mi fa ridere è la reazione shockata dei media italiani, come quella della gente comune e dei politici italioti. E sinceramente non ne capisco il perché visto che è cucita perfettamente adosso all'italiano medio, quello tanto caro ad Alberto Sordi nelle sue commedie.
E' inutile girarci attorno, hanno realizzato in maniera perfetta lo stereotipo dell'italiano medio esattamente come noi lo facciamo, negli organi di informazione, delle etnie che minacciano il nostro status di paese libbero e demogratico. A quali mi riferisco? Agli assasini di professione rumeni, ai ladri per cultura albanesi, ai spacciatori per religione marocchini.
Ora andate pure a generalizzare contro i cinesi, gli slavi, gli arabi. Ma non lamentatevi la prossima volta che sentirete dire l'equazione italiano = mafia, pizza, mandolino.
Al di là della macchietta da spot, quello che mi fa ridere è la reazione shockata dei media italiani, come quella della gente comune e dei politici italioti. E sinceramente non ne capisco il perché visto che è cucita perfettamente adosso all'italiano medio, quello tanto caro ad Alberto Sordi nelle sue commedie.
E' inutile girarci attorno, hanno realizzato in maniera perfetta lo stereotipo dell'italiano medio esattamente come noi lo facciamo, negli organi di informazione, delle etnie che minacciano il nostro status di paese libbero e demogratico. A quali mi riferisco? Agli assasini di professione rumeni, ai ladri per cultura albanesi, ai spacciatori per religione marocchini.
Ora andate pure a generalizzare contro i cinesi, gli slavi, gli arabi. Ma non lamentatevi la prossima volta che sentirete dire l'equazione italiano = mafia, pizza, mandolino.
martedì 29 aprile 2008
Stimoli
Da circa una settimana non so assolutamente cosa scrivere. Non che non voglia scrivere, ma proprio non ho l'ispirazione. E sì che basta accendere la tv per avere gli stimoli fra le cazzate del nano, l'ostentazione di un frate a altro. Forse allora è più una questione di pigrizia.
Lo stimolo l'ho ricevuto stamattina quando, aprendo la pagina di Don Zaucker non ho potuto fare a meno di leggere il Manifesto (o Manifestino) della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica.
Ebbene è partito un'invio multiplo a persone varie che conosco e che non sono lettori assidui del Vernacoliere (e di Don Zaucker) e mi sento bene perché sento di aver fatto qualcosa di meglio che decidere dove devolvere il mio ottopermille.
Lo stimolo l'ho ricevuto stamattina quando, aprendo la pagina di Don Zaucker non ho potuto fare a meno di leggere il Manifesto (o Manifestino) della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica.
Ebbene è partito un'invio multiplo a persone varie che conosco e che non sono lettori assidui del Vernacoliere (e di Don Zaucker) e mi sento bene perché sento di aver fatto qualcosa di meglio che decidere dove devolvere il mio ottopermille.
giovedì 24 aprile 2008
God saves motorbikes
Stamattina i miei sono partiti per Barcellona e farsi il week-end della liberazione in Spagna.
Partiamo alle 6.00 per andare a prendere i loro amici e poi in aeroporto, ad Orio al Serio per la precisione che, sebbene venga considerato aeroporto milanese, si trova a Bergamo. La partenza era alle 9.00 circa quindi bisognava essere lì due ore prima per il check-in.
Arriviamo puntali allo scalo alle 7.00 e dopo i saluti di un buon viaggio riprendo la macchina e me torno a casa. Inserisco l'ultimo cd degli Hives, The Black and the White album, e parte l'ascolto. Mi fermo all'autogrill per fare colazione e riprendo il viaggio. Arrivo al casello alle 7.30 circa poi trovo la tangenziale intasata. Per me, motorizzato a due ruote, non è ovviamente la normalità ma mi adeguo perché so che è un'eccezione. Il traffico procede lentamente, molto lentamente. Subito all'uscita del casello ci sono stati due incidenti, due tamponamenti fra camion e macchina e, se ci mettiamo che si restringe la carreggiata il traffico si congestiona. Vado avanti lemme lemme e non posso fare a meno di osservare i miei compagni di intasamento. Tutte persone che vanno al lavoro e che, salvo poche eccezioni, sono uno per macchina. Finiscono gli Hives, cambio il cd, dopo aver riascoltato due canzoni, e inserisco nel lettore South California Street Music dei Voodoo Glow Skulls. Le macchine procedono a ritmo lento mentre le moto, passano indisturbate fra le file e mi rivedo la mattina, tutte le mattine, quando esco di casa alle 8.55 per iniziare a lavorare alle 9.30 e mi viene spontaneo chiedermi se tutta questa gente, che passa le mattinate in colonna, non sarebbe meno stressata e avrebbe più tempo a disposizione se prendesse i mezzi pubblici o una moto.
I mezzi pubblici, si sa, fanno un po' cagare ed io stesso sono per il non utilizzo, però consentono di fare cose che in macchina, in coda, non si possono fare: lavorare ad una presentazione, ad una tesi, leggere un libro, giocare con una console portatitle o anche solo dormire un po' per recuperare il sonno arretrato.
La moto, invece, consente di muoversi agilmente nel traffico e di coprire le stesse distanze in minor tempo perché quel tempo non lo si passa in coda. Ecco quindi che c'è la possibilità di dormire di più, caricare la lavatrice, stendere i panni o stirare o lasciarsi andare ad una sana e liberatoria cagata in bagno.
C'è anche da dire che la moto, per questioni volumetriche, occupa meno spazio di una macchina quattro posti e quindi si renderebbe molto più fluido il traffico e, restando meno accesi i motori per via di un tempo d'uso minore, si ridurrebbe anche l'impatto dei gas di scarico.
Alle 8.30, mentre entravo nel box, finiva la riproduzione del cd dei VGS.
Insomma, tu che leggi queste righe raffazzonate scritte in una mattina di ferie, valuta se è il caso di stressarti la mattina presto in macchina o godersi la brezza della mattina in mattina.
Partiamo alle 6.00 per andare a prendere i loro amici e poi in aeroporto, ad Orio al Serio per la precisione che, sebbene venga considerato aeroporto milanese, si trova a Bergamo. La partenza era alle 9.00 circa quindi bisognava essere lì due ore prima per il check-in.
Arriviamo puntali allo scalo alle 7.00 e dopo i saluti di un buon viaggio riprendo la macchina e me torno a casa. Inserisco l'ultimo cd degli Hives, The Black and the White album, e parte l'ascolto. Mi fermo all'autogrill per fare colazione e riprendo il viaggio. Arrivo al casello alle 7.30 circa poi trovo la tangenziale intasata. Per me, motorizzato a due ruote, non è ovviamente la normalità ma mi adeguo perché so che è un'eccezione. Il traffico procede lentamente, molto lentamente. Subito all'uscita del casello ci sono stati due incidenti, due tamponamenti fra camion e macchina e, se ci mettiamo che si restringe la carreggiata il traffico si congestiona. Vado avanti lemme lemme e non posso fare a meno di osservare i miei compagni di intasamento. Tutte persone che vanno al lavoro e che, salvo poche eccezioni, sono uno per macchina. Finiscono gli Hives, cambio il cd, dopo aver riascoltato due canzoni, e inserisco nel lettore South California Street Music dei Voodoo Glow Skulls. Le macchine procedono a ritmo lento mentre le moto, passano indisturbate fra le file e mi rivedo la mattina, tutte le mattine, quando esco di casa alle 8.55 per iniziare a lavorare alle 9.30 e mi viene spontaneo chiedermi se tutta questa gente, che passa le mattinate in colonna, non sarebbe meno stressata e avrebbe più tempo a disposizione se prendesse i mezzi pubblici o una moto.
I mezzi pubblici, si sa, fanno un po' cagare ed io stesso sono per il non utilizzo, però consentono di fare cose che in macchina, in coda, non si possono fare: lavorare ad una presentazione, ad una tesi, leggere un libro, giocare con una console portatitle o anche solo dormire un po' per recuperare il sonno arretrato.
La moto, invece, consente di muoversi agilmente nel traffico e di coprire le stesse distanze in minor tempo perché quel tempo non lo si passa in coda. Ecco quindi che c'è la possibilità di dormire di più, caricare la lavatrice, stendere i panni o stirare o lasciarsi andare ad una sana e liberatoria cagata in bagno.
C'è anche da dire che la moto, per questioni volumetriche, occupa meno spazio di una macchina quattro posti e quindi si renderebbe molto più fluido il traffico e, restando meno accesi i motori per via di un tempo d'uso minore, si ridurrebbe anche l'impatto dei gas di scarico.
Alle 8.30, mentre entravo nel box, finiva la riproduzione del cd dei VGS.
Insomma, tu che leggi queste righe raffazzonate scritte in una mattina di ferie, valuta se è il caso di stressarti la mattina presto in macchina o godersi la brezza della mattina in mattina.
martedì 25 marzo 2008
Ciganer-Albeniz Caz-in-cul
Bene, non ne avete avuto abbastanza della lavstori fra Nicholas Sarchiapone e Carla Bruna-se-non-ci-credi-ti-faccio-controllare-il-pelo-pubico? Non ne avevate abbastanza degli sms da sfigato che il Presidente fronscese inviava alla ex-moglie Sesili-ah?
Sì? No? Qualunque sia la risposta ora non potete perdervi l'ultima, immancabile puntata nella quale la cornuta Ses (per le amiche, ma soprattutto per gli amici) si risposa con Tizio-che-non-conosco-e-che-sinceramente-non-mi-interessa. E se si poteva sopportare una cosa del genere su Sarcazzone in quanto capo di stato (e per una volta i francesi hanno il mio sostegno morale), la domanda (spontanea) che ci si può porre è: chi stracazzo se ne sbatte della cornuta?
Sì? No? Qualunque sia la risposta ora non potete perdervi l'ultima, immancabile puntata nella quale la cornuta Ses (per le amiche, ma soprattutto per gli amici) si risposa con Tizio-che-non-conosco-e-che-sinceramente-non-mi-interessa. E se si poteva sopportare una cosa del genere su Sarcazzone in quanto capo di stato (e per una volta i francesi hanno il mio sostegno morale), la domanda (spontanea) che ci si può porre è: chi stracazzo se ne sbatte della cornuta?
venerdì 21 marzo 2008
Pasqua: istruzioni per l'uso
Recentemente mi è capitato di vedere una puntata di South Park riguardante il film La passione di Mel Gibson. La trama, molto velocemente, si basa sul fatto che Stan e Kenny erano andati a vedere il film e, non soddisfatti, chiedevano indietro i soldi del biglietto. Kyle chiedeva scusa, in quanto ebreo, a Cartman, eccetera eccetera. Con tutta l'aura di cazzutaggine alla quale ci hanno abituato stan, Cartman e compagni, alla fine dalla puntata, quando i cattolici guidati da Cartman stanno per venire alla mani con la comunità ebrea di South Park, Stan riesce a farli smettere dicendo che dovrebbero basare la loro fede non sulla morte di Gesù, ma su quello che ha insegnato.
E la cosa mi ha fatto un'attimo pensare. Non da cattolico, visto che non lo sono, ma da un punto di vista analitico.
La festività cristiana più importante è la Pasqua. Come ci è stato narrato innumerevoli volte, Gesù arrivò a Gerusalemme la Domenica delle Palme che è una settimana precedente alla pasqua ebraica. Qua viene accolto, qua viene tradito, qua viene arrestato, qua viene fustigato, qua viene crocifisso, qua si compie il suo destino. In chiave simbolica rappresenta alla grande il pensiero cristiano della redenzione e della salvezza post mortem. In chiave letterale... ci si rende conto che si celebra la tortura e la morte di una persona della quale non sappiamo se è realmente esistita e, se si analizzano due milleni di cristianesimo, possiamo notare che sulla sofferenza delle persone (quelle che non contavano un cazzo, ovviamente) la Chiesa ha costruito il suo potere. Se soffri sei nel giusto, se sei felice e ti diverti sei nel peccato.
Personalmente lo ritengo un comportamento non proprio corretto visto anche che, sempre nei due millenni di cui prima, lo stato pontificio ha saputo usare e ottenere anche il potere terreno, oltre che spirituale.
La domanda, per concludere dopo tutto questo mega pippone, è: È normale basare la propria fede sul dolore, sulle privazioni e celebrarla tramite la rievocazione della morte del proprio profeta piuttosto che basarsi su quello che, effettivamente, diceva ed insegnava?
A me, personalmente, no. Ora giro la domanda a voi.

E la cosa mi ha fatto un'attimo pensare. Non da cattolico, visto che non lo sono, ma da un punto di vista analitico.
La festività cristiana più importante è la Pasqua. Come ci è stato narrato innumerevoli volte, Gesù arrivò a Gerusalemme la Domenica delle Palme che è una settimana precedente alla pasqua ebraica. Qua viene accolto, qua viene tradito, qua viene arrestato, qua viene fustigato, qua viene crocifisso, qua si compie il suo destino. In chiave simbolica rappresenta alla grande il pensiero cristiano della redenzione e della salvezza post mortem. In chiave letterale... ci si rende conto che si celebra la tortura e la morte di una persona della quale non sappiamo se è realmente esistita e, se si analizzano due milleni di cristianesimo, possiamo notare che sulla sofferenza delle persone (quelle che non contavano un cazzo, ovviamente) la Chiesa ha costruito il suo potere. Se soffri sei nel giusto, se sei felice e ti diverti sei nel peccato.
Personalmente lo ritengo un comportamento non proprio corretto visto anche che, sempre nei due millenni di cui prima, lo stato pontificio ha saputo usare e ottenere anche il potere terreno, oltre che spirituale.
La domanda, per concludere dopo tutto questo mega pippone, è: È normale basare la propria fede sul dolore, sulle privazioni e celebrarla tramite la rievocazione della morte del proprio profeta piuttosto che basarsi su quello che, effettivamente, diceva ed insegnava?
A me, personalmente, no. Ora giro la domanda a voi.
mercoledì 5 marzo 2008
Baraclinton
Gli americani, presi singolarmente, non sono delle brutte persone. Ci sono un sacco di onesti lavoratori e simpatici compagnoni. Quando però si guarda alla massa si vedono gli stereotipi. Il McDonald e la conseguente obesità, il lusso sfrenato delle star e la condizione disagiata dei meno abbienti, la sanità che se non te la puoi permettere non ti curano alla faccia di Dr. House e E.R.
L'unica grande verità degli americani è che hanno una fame di potere insita in ognuno di loro che cresce esponenzialmente se il posto ricoperto nella scala gerarchica è maggiore. Questa fame ha portato alla creazione di un sistema elettorale fichissimo. Non parlo del presidenzialismo, quello di per sè è una normalissima variante di governo tra le più pericolose, ma delle primarie che, abbastanza malamente, quelli del PD hanno cercato di copiare qua da noi.
L'idea è forte: due o più persone si candidano per quel partito e, come se fossero in campagna elettorale, si scontrano a base di comizi, confronti televisivi, elezioni. In questo modo viene eletto il candidato che meglio convince il pubblico, la massa. E la giostra non è ad uso e consumo di un solo partito, ma di tutti i partiti che vogliono concorrere alla Casa Bianca. Di per sè, questa cosa, è splendida, l'incarnazione materiale della democrazia. Poi, invece, si assistono a colpi bassi come il prestare attenzione al nome di uno dei candidati o a scurirne la pelle negli spot. I riferimenti, ovviamente, sono tutti per la campagna diffamante di Hillary Clinton nei confronti di Barak Hussein Obama e mi viene lecitamente da chiedere fino a dove può spingersi un uomo o una donna pur di assicurarsi una title shot alla poltrona della stanza ovale.
L'unica grande verità degli americani è che hanno una fame di potere insita in ognuno di loro che cresce esponenzialmente se il posto ricoperto nella scala gerarchica è maggiore. Questa fame ha portato alla creazione di un sistema elettorale fichissimo. Non parlo del presidenzialismo, quello di per sè è una normalissima variante di governo tra le più pericolose, ma delle primarie che, abbastanza malamente, quelli del PD hanno cercato di copiare qua da noi.
L'idea è forte: due o più persone si candidano per quel partito e, come se fossero in campagna elettorale, si scontrano a base di comizi, confronti televisivi, elezioni. In questo modo viene eletto il candidato che meglio convince il pubblico, la massa. E la giostra non è ad uso e consumo di un solo partito, ma di tutti i partiti che vogliono concorrere alla Casa Bianca. Di per sè, questa cosa, è splendida, l'incarnazione materiale della democrazia. Poi, invece, si assistono a colpi bassi come il prestare attenzione al nome di uno dei candidati o a scurirne la pelle negli spot. I riferimenti, ovviamente, sono tutti per la campagna diffamante di Hillary Clinton nei confronti di Barak Hussein Obama e mi viene lecitamente da chiedere fino a dove può spingersi un uomo o una donna pur di assicurarsi una title shot alla poltrona della stanza ovale.
giovedì 8 novembre 2007
Buon vecchio Jack
La notizia di stamattina, letta su Repubblica.it, è che Jack Nicholson è incazzato abbestia per non essere stato chiamato per la parte di Joker nel seguito di Batman Begins, The Dark Knight (prego la regia far partire il trailer, ovviamente falso).
Intendiamoci. Nicholson lo adoro. Chi non è rimasto shockato dalla sua interpretazione in Shining, o dalla sua superba prova d'attore in Le streghe di Eastwick. Uno dei ruoli che meglio gli è riuscito è stato quello, appunto, di Joker nel Batman di Tim Burton. Il problema è che il buon vecchio Jack è un po' in là con gli anni per interpretare un personaggio che di certo non dovrebbe essere di mezza età. E poi è diventato una betoniera (prego regia, foto della betoniera)

Jack, non volermene, ma non puoi più entrare, e per entrare intendo fisicamente, nei panni del Joker.
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