Visualizzazione post con etichetta CBF 500. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CBF 500. Mostra tutti i post

sabato 20 settembre 2008

Put one's bike in for its MOT.

Appena ritirata la moto dal meccanico e mi sento già meglio... Niente più sveglie ad orari assurdi (8.30 per iniziare alle 11.00, ma stiamo scherzando?) e tempi di percorrenza nella media di 30 min. Senza contare il grande vantaggio di stare ai propri orari, alle proprie voglie, ai propri ritardi e non di quelli dei signori delle Ferrovie Nord.
D'altronde sogno un mondo dove in un futuro (non molto lontano, mi auguro) ci sia il teletrasporto che consenta il trasferimento casa-lavoro e lavoro-casa in un battito di ciglia per lasciare i viaggi lunghi (che a quel punto anche quindici minuti lo saranno) a chi si vuole godere il paesaggio, le curve di una strada di montagna, avere sulla propria destra il mare che rilascia le onde sulla spiaggia.

giovedì 24 aprile 2008

God saves motorbikes

Stamattina i miei sono partiti per Barcellona e farsi il week-end della liberazione in Spagna.
Partiamo alle 6.00 per andare a prendere i loro amici e poi in aeroporto, ad Orio al Serio per la precisione che, sebbene venga considerato aeroporto milanese, si trova a Bergamo. La partenza era alle 9.00 circa quindi bisognava essere lì due ore prima per il check-in.
Arriviamo puntali allo scalo alle 7.00 e dopo i saluti di un buon viaggio riprendo la macchina e me torno a casa. Inserisco l'ultimo cd degli Hives, The Black and the White album, e parte l'ascolto. Mi fermo all'autogrill per fare colazione e riprendo il viaggio. Arrivo al casello alle 7.30 circa poi trovo la tangenziale intasata. Per me, motorizzato a due ruote, non è ovviamente la normalità ma mi adeguo perché so che è un'eccezione. Il traffico procede lentamente, molto lentamente. Subito all'uscita del casello ci sono stati due incidenti, due tamponamenti fra camion e macchina e, se ci mettiamo che si restringe la carreggiata il traffico si congestiona. Vado avanti lemme lemme e non posso fare a meno di osservare i miei compagni di intasamento. Tutte persone che vanno al lavoro e che, salvo poche eccezioni, sono uno per macchina. Finiscono gli Hives, cambio il cd, dopo aver riascoltato due canzoni, e inserisco nel lettore South California Street Music dei Voodoo Glow Skulls. Le macchine procedono a ritmo lento mentre le moto, passano indisturbate fra le file e mi rivedo la mattina, tutte le mattine, quando esco di casa alle 8.55 per iniziare a lavorare alle 9.30 e mi viene spontaneo chiedermi se tutta questa gente, che passa le mattinate in colonna, non sarebbe meno stressata e avrebbe più tempo a disposizione se prendesse i mezzi pubblici o una moto.
I mezzi pubblici, si sa, fanno un po' cagare ed io stesso sono per il non utilizzo, però consentono di fare cose che in macchina, in coda, non si possono fare: lavorare ad una presentazione, ad una tesi, leggere un libro, giocare con una console portatitle o anche solo dormire un po' per recuperare il sonno arretrato.
La moto, invece, consente di muoversi agilmente nel traffico e di coprire le stesse distanze in minor tempo perché quel tempo non lo si passa in coda. Ecco quindi che c'è la possibilità di dormire di più, caricare la lavatrice, stendere i panni o stirare o lasciarsi andare ad una sana e liberatoria cagata in bagno.
C'è anche da dire che la moto, per questioni volumetriche, occupa meno spazio di una macchina quattro posti e quindi si renderebbe molto più fluido il traffico e, restando meno accesi i motori per via di un tempo d'uso minore, si ridurrebbe anche l'impatto dei gas di scarico.
Alle 8.30, mentre entravo nel box, finiva la riproduzione del cd dei VGS.
Insomma, tu che leggi queste righe raffazzonate scritte in una mattina di ferie, valuta se è il caso di stressarti la mattina presto in macchina o godersi la brezza della mattina in mattina.

domenica 23 marzo 2008

It's a sensation

Sebbene abbia un buon rapporto con i miei, i quali non mi hanno fatto mai mancare nulla (e ammetto che ho preso senza aver ringraziato abbastanza), ho sempre avuto pochi punti d'incontro con mio padre forse dovuto al fatto di avere la stessa testardaggine e di essere di due estrazioni sociali diverse. Io cittadina da anni '80, lui contadina da anni '60.
Oltre ai punti d'incontro, man mano che il tempo passava, io crescevo e quant'altro, ci sono state anche poche occasioni per passare del tempo assieme. Io e lui. E basta.
Ieri, complice la moto nuova, alcuni impegni pomeridiani che sono andati a farsi friggere (oserei anche dire purtroppo) e la bella giornata, siamo partiti in quel di Paderno in direzione Bergamo andando, con la scusa di fare visita ai suoi fratelli, a fare un giro.
Il pomeriggio è passato piacevole, forse un po' troppo velocemente e mi sono goduto il momento esclusivo.


giovedì 28 febbraio 2008

Vroom vroom

Suono onomatopeico? Sicuramente. Però da stasera lo sento direttamente da sotto le chiappe.