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lunedì 14 gennaio 2008

Due ore di Stronzate

Ieri sera c'è stata la famigerata diretta televisiva della Domenica Sportiva con ospite il Rugby Rho. Serata decisamente deludente non tanto perché non sono stato inquadrato (ero dietro il pirla della moviola e Teocoli ma non a favore di camera), quanto perché eravamo lì e in due ore e mezza di trasmissione non c'è stata una citazione o un ringraziamento per la presenza della squadra. Insomma, eravamo lì a fare da pubblico non pagante (e neanche pagato). Una rottura di palle stratosferica.
Due episodi divertenti sono capitati quando eravamo già fuori. Il primo con il Presidente che dava una copia del libro del Sessantesimo a Luciano Spalletti autografandoglielo e noi a prenderlo per il culo. Grande la risposta del tecnico della Roma con "Ma dai! E' il libro del Sessantesimo!"
Il secondo episodio ha visto protagonista me e Zaccheroni che stava chiamando un taxi. Davanti ad un tecnico (voci dicono che stia allenando una formazione di Subbuteo) appiedato anche ai rugbysti scappa la lacrimuccia e quindi è arrivata dal sottoscritto la proposta: "Mister. Io un posto sulla Panda ce l'ho. Però devo fare benzina". Stranamente non mi ha risposto.

martedì 8 gennaio 2008

Back from Rome

Il mio annuale pellegrinaggio a Roma ha avuto oggi il suo epilogo. Ritorno, dopo un week-end lungo, alla bruma milanese sebbene sulle sponde del Tevere abbia avuto modo di sentirmi a casa fra pioggia e Scighéra.
La cosa bella che mi piace di Roma è il suo aspetto caciarone. Sempre allegra, sempre viva e pulsante in contrapposizione al grigiore e alla chiusura dei milanesi. Questa è una cosa che "noi del nord" dobbiamo imparare.
Delle tante cose viste e fatte durante il mio soggiorno, vale la pena di ricordare la mostra di Gauguin della quale la cosa più bella è stata una noce di cocco intagliata con motivi maori. Autore: sconosciuto.
Lunedì è stata una giornata abbastanza singolare. Oltre ad aver fatto il turista solitario, visto che il mio ospite (Michele, amico d'infanzia) lavorava, e quindi essermi fatto a piedi da Ponte Lungo a Fontana di Trevi (passando per S. Giovanni in Laterano, Colosseo, Fori Imperiali, Vittoriano) e aver girato lì attorno (Pantheon, Palazzo Madama, Galleria Sordi), ho avuto anche modo di andare a vedere la mostra della Pop-Art alle stalle del Quirinale. L'occasione, interessante anche perché avevo un accredito a nome Fumarola (miracoli delle amicizie), è stata utile per aumentare il mio bagaglio artistico. La mostra dura fino al 27 gennaio. Se riuscite andateci. Nel culo della situazione sono riuscito anche a vedere, da posizione rialzata, il cambio della guardia dei corazzieri a cavallo.
Roma ha sempre avuto la capacità di rigenerarmi. Quando torno a casa mi trovo rinato. E questa volta non fa eccezione


Mel Ramos - Virnaburger

martedì 6 novembre 2007

Lu... cca

Lucca. L'appuntamento annuale che riunisce tutto il mondo dei comics. Una bella fiera, non c'è che dire, soprattutto quest'anno, come l'anno scorso, che è stata organizzata dentro le mura e non nella solita tensostruttura. Due giorni per ricaricare le batterie, staccare dall'aria di Milano, immergermi in un mondo completamente fuori dal tempo. L'esperimento è riuscito. Sono tornato come rimesso a nuovo e pronto per affrontare i prossimi mesi di lavoro. Non farò un report dettagliato, non mi sembra giusto nei confronti di chi non c'era (l'anno prossimo ci venite, invece che starvene a casa, vecchi maniaci). Racconterò, invece, alcuni aneddoti interessanti.

Il primo riguarda la signing session di Leo Ortolani allo stand Panini di sabato. Ci ritroviamo alle 14.30 io e l'amico Calzino e già c'è una fitta marmaglia di gente disposta a raggiera rispetto al posto a sedere. Così non va e quindi, anche su richiesta dello staff Panini, ci prodighiamo per dare una forma organizzata alla massa evitando accuratamente intrufolamenti laterali. La massa cresce e blocca il passaggio. Altri rattofili del Club arrivano a darci una mano e si inizia a presentare un'enorme fila di gente che esce dallo stand e quasi ci rientra dalla porta successiva. Teniamo a bada tutti ben consci di quello che stanno passando perché siamo stati anche noi da quella parte della barricata.
Arriva Leo e sale sulla sedia per vedere la situazione. Un po' si deprime. Allora Nicola pensa bene di incitare il popolo del ratto per un saluto spartano. Ahu! Ahu! Ahu! è la risposta. Leo ride, ringrazia, si siede e inizia.
L'afflusso di gente è lento ma inesorabile. Facciamo un primo blocco per consentire un corridoio dove far passare gli altri avventori della fiera, fino ad allora dirottati alla porta per fare il giro. Giusto per dare un'idea, la 501ema legione italica, i cosplayer ufficiali di Star Wars, hanno tentato di passare, ma gli è stato negato il passaggio facendo retromarcia.
La situazione è tale da richiedere l'intervento della Protezione Civile, ma ormai il grosso è stato fatto, il lavoro di arginamento compiuto, il corridoio creato e regolarmente, a senso alterno, la gente passa senza problemi. Fine del primo pezzo

Il secondo aneddoto riguarda l'acquisto di Munchkin Fu domenica mattina allo stand della Raven. Per ogni prodotto comprato si aveva il diritto a pescare da una scatola un fantasmino usato come pedina di un gioco distribuito dalla Raven. Se lo si pescava bianco, tutti per la propria strada. Se lo si pescava nero si riceveva in omaggio un'altro prodotto Raven. Ovviamente non racconterei questa cosa se non avessi pescato il fantasmino nero ricevendo così una copia di Methyrfall, gioco dii ruolo di ambientazione fantasy su base D&D. Non sapendo cosa farmene, finirà al più presto su ebay. Fine del secondo pezzo.

Il terzo, ed ultimo aneddoto, parla invece dell'acquisto della fiera. Domenica alle 15.00 ero in giro con l'amico Nicola/Calzino, che non aveva ancora visto alcuni padiglioni (nello specifico quello di gadgettistica e fumetterie). Guardando, girando e spulciando ci troviamo di fronte ad un pezzo da novanta. Absolute Dark Knight. Un volumone cartonato, con sovracoperta e cofanetto, contenente le due storie del Cavaliere Oscuro firmate da Frank Miller. In lingua originale. Fantastichiamo sul prezzo, lo sfogliamo e vediamo che è nuovo. Chiediamo il costo, io ipotizzo 120. Il ragazzo sente il suo capo in sede. 65 euro. Io e Nicola ci guardiamo. Non ci possiamo credere e parte così il ragionamento se comprarlo oppure no. Nicola rinuncia. Ha 40 euro e ha già sforato il budget. Primo segnale. Io qualcosa ho, ma non so di preciso quanto. L'occasione è gustosa e sembra un peccato lasciarla lì. Controllo il portafogli. 65 euro. Secondo segnale. Ci penso su due minuti. Poi realizzo che le pazzie esistono per essere fatte e acquisto il volume fra l'invidia di Nicola e la soddisfazione del commesso. Infilo il tutto nello zaino e mi ritrovo con gli altri per i saluti di rito finali prima di tornare a casa. Un ultimo grosso, grasso, acquisto. Fine del terzo pezzo.