Ieri sera, dopo un po’ che avrei voluto vederlo, sono riuscito a sintonizzarmi davanti alla messa in onda di Ghost Rider. Iniziamo con il dire che il personaggio a me garba un sacco. Sarà il teschio fiammeggiante o perché sotto sotto è un metallaro (e non potrebbe essere altrimenti con tutte quelle borchie e catene). Graficamente è un personaggio fico e, con i giusti sceneggiatori, potrebbe spaccare a tutti e non di poco. Datelo in mano ad un Garth Ennis al meglio e avrete un cazzutissimo Spirito della Vendetta.

Ma, ahimè, non stiamo parlando di Ennis, ma di Mark Steven Johnson. Lo stesso che ha diretto Daredevil. Sì, proprio quello lì, quello che poi ha prodotto Elektra. Ecco. In questo caso si è occupato sia di dirigere, sia scrivere la sceneggiatura e il risultato ottenuto è un pilota di due ore. Perché le premesse sono buone se si vuole fare un serie tv.
Ghost rider presenta parecchie lacune: la sceneggiatura è scialba, la regia è basilare (nulla a che vedere con i primi due Spider-man, The Dark Knight o l’Hulk di Ang Lee) ma sono apprezzabili la fotografia, mentre è quasi da dimenticare la sezione effetti speciali. Alcune cose fatte bene (le trasformazioni da Johnny Blaze a Ghost Rider sono decenti) altre scadenti (il teschio è fatto decisamente male e non presenta neanche un’accenno di texture). Non ne esce indenne neanche il doppiaggio il quale dà allo Spirito della Vendetta un doppia voce acuta. Guardatevi una qualsiasi immagine di Ghost Rider e non vi verrà in mente una voce da scheletro presa da L’armata delle Tenebre (per quanto adori il film di Sam Raimi).

Insomma... Se non s’è capito, il film di Ghost Rider mi ha un po’ deluso. Però in compenso c’era Eva Mendes che fa la sua parte nonostante non mi faccia impazzire né fisicamente né come attrice.
Una brutta, brutta Italia. Questa è l'analisi della partita. Non c'è molto da dire. Al di là dell'esperimento di Bergamasco a mediano di mischia, un ruolo che non è suo, quella che ieri ha affrontato l'Inghilterra è stata un'Italia inguardabile. Errori alla mano, la touche, da sempre uno dei nostri punti chiave, completamente neutralizzata. Mi chiedo cosa succederà sabato prossimo con l'Irlanda, reduce da una splendida e solida prova contro la Francia e che si candida a papabile vincitrice del Torneo.
Adesso si parla di richiamare in nazionale Paul Griffen, ma forse era il caso di richiamarlo fin dall'inizio, vista l'impossibilità di avere i mediani titolari, e chissenefrega se ha 30 e passa anni, quando si lavora d'urgenza si chiamano i senatori che garantiscono esperienza e sicurezza nel ruolo.
Sulla Panchina aspetto il 6. Non manca molto, dovrebbe arrivare fra poco. È da marzo dell'anno scorso che lo aspetto. Mi sono passati davanti nel frattempo 3 test a giugno e altri 3 a novembre, ma ora tocca al 6.
Il 6 ha un fascino particolare. Sarà l'aria che si respira, l'emozione per ogni minuto vissuto. Sarà per l'atmosfera di festa che si respira. Qua non ci sono stranieri, ma rugbysti.
Il 6 sta arrivando. Cazzo, non ci posso credere. Adesso, per me, c'è un'autentica indigestione di rugby, fra Heineken Cup, Super14 e Premiership, ma il 6... oh il 6... il 6 ha la sua genuina voglia di giocare. La voglia di vincere, di fare bene, di mettersi in gioco. Provare, avanzare, schiacciare. Il 6 mi ricorda quando ancora, nel 2000, non c'era questa esplosione mediatica sul rugby ed era per me l'unica occasione di vedere una partita di rugby perché di riuscire a vedere altri campionati e tornei mi era impossibile.
Il 6 è alla decima edizione, eppure è il torneo più antico al mondo. Perché prima del 6 c'era il 5. E prima del 5 c'era il Championship. Il Championship esiste ancora, seppur in forma diversa, all'interno del 6. Ora si chiama Triple Crown.
Il 6... Il 6... Il 6...
Il 6 sta arrivando...
...ma in versione flash.
Bush s'è levato dai coglioni. Speriamo che Obama non faccia cazzate.
Al giuramento di Obama è stata recitata la formula sbagliata. Era quella per evocare il Necronomicon.
Al giuramento di Obama c'erano tutti i più importanti capi di Stato. Berlusconi non è andato per non metterli in soggezzione.
Berlusconi non è andato al giuramento di Obama perché aveva altri impegni. Assicurarsi che il Real Madrid avesse capito qual'è il costo Kakà per il mercato di giugno
Kakà resta. Un giramento di coglioni per quasi una settimana ed alla fine è stata tutta una bolla di sapone.
Il Papa ha detto qualcosa su qualcuno e/o a condannato qualcosa o qualcuno. Ma ancora lo state a sentire questo vecchio pedofilo?
Dopo Fiorello anche la Cuccarini passa a Sky, ma nessuno ne ha fatto un caso mediatico. Forse perché non gliene frega niente a nessuno?
Per chiudere, una bella gnocca
Non mi sono dimenticato della Panchina. È solo che non avendo a casa mia la connessione a internet e, di rimando, anche un computer, mi viene difficile essere costante nell'aggiornare il blog. Metteteci poi una scarsa ispirazione nello scrivere in questo periodo ed il gioco è fatto. Ma ripeto, non mi sono dimenticato del blog e quindi lascio il segno ogni tanto. Oggi con una pubblicità di una nota marca di preservativi. Pubblicità che, ahimè, credo che mooooolto difficilmente vedremo in Italia, ma che ci volete fare, finchè ci sarà gente che preferisce dar retta ad un santone che dice di sapere la verità per intercessione divina invece di dar retta alla ragione, sarà un'impresa ardua elevare il proprio livello culturale. E buona visione.
C’è una canzone natalizia che elogia la neve cadente sul suolo. Beninteso che del significato cristiculo* del Natale me ne importa il giusto, cioè una sega, ieri mattina alle 4.00, quando ancora la notte si contende gli ultimi barlumi del suo regno con la luce solare, mi sono svegliato con la velata bianca che ha reso tutto ovattato. Stranamente le tangenziali erano pulite e così sono riuscito ad andare al lavoro senza problemi, a volte toccando anche la punta dei 100 Km.
Nel pomeriggio, di ritorno da un pranzo della befana riscaldato, con la scusa di dover andare in posta a fare la ricarica del cellulare sono uscito, stivali della moto ai piedi e ipod in modalità random, e mi sono incamminato a godermi la neve in clima che aveva come degno sottofondo musicale More than a feeling.
Breve spot con un'immagine che non c'azzecca una fava, ma che avrà sicuramente il suo effetto fra i lettori

Con la neve ho un buon rapporto. Nell’84 ero un tenero bambino di 5 anni con un cortile condominiale di oltre un chilometro quadrato tutto, interamente innevato. Posso, raggiunta l’età adulta dove a seguito di una nevicata prolungata non devo più andare a scuola, ma recarmi lo stesso al lavoro, avere paura di quei cristalli di ghiaccio o lasciarmi infastidire perché le strade sono fanghiglia e il traffico ne risente? Decisamente no, ed infatti quando nevica me ne beo fregandomene dei relativi disagi.
*tutti sanno che cristiano è l’unione delle due parole Cristo e Ano che, come è ben noto vuol dire culo quindi, se proprio si deve bestemmiare che lo si faccia bene.
E per finire... chiusura ad effetto
... che a Capodanno c'è un solo ed unico devasto. Tutti gli altri non sono degni di essere chiamati con tale nome.
Godetevi questo pezzo d'annata made in Scacchino e che possa essere il modo migliore iniziare un nuovo anno. Quantomeno con il sorriso sulle labbra.