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sabato 18 aprile 2009

Sparali tutti

Parliamo di un film che va goduto per quello che è: una tamarrata esagerata degna del miglior Sin City. Parliamo, se non si è capito, di Shoot ‘em up, film del 2007 con Clive Owen, la Bellucci e Paul Giamatti. Un film esageratamente esagerato, ben oltre l’assurdo, ma proprio l’essere consci di questo essere caciarone lo rende gradevole.



È vero, non ha una trama molto sviluppata e tutto ruota attorno ad inseguimenti e sparatoie senza che fra una e l’altra ci sia una spiegazione valida, ma nessuno ascolta gli Ac/Dc o i Twisted Sister prendendoli sul serio. Li si ascolta perché sono cazzari e loro suonano consci di esserlo. Quindi, come i due gruppi di cui sopra, la migliore condizione per vedere Shoot ‘em up è non aspettarsi un film con un filo logico ed essere sicuri di vedersi una puttanata totale godendo dei singoli momenti di anarchia in barba alle regole della fisica e balistica.



Clive Owen offre un buona prova: la sua inespressività facciale è quella giusta per dare il viso al protagonista e Paul Giamatti offre un cattivo decisamente convincente, psicotico e terribilmente figo. Tutto quello che non viene raccontato dalla trama è recitato alla grande da Giamatti. Per la Bellucci, invece, è la solita prova incolore capace soltanto di offrire un orgasmo nel bel mezzo di una sparatoia (e non è che gli sia venuto così bene).
Aspettatevi un’allegra minchiata e il film vi piacerà. Aspettatevi qualcosa anche solo lontamente vicino a Leon e ne rimarrete delusi.

venerdì 20 febbraio 2009

Chiamate l'elettricista...

È 30 giorni che siamo al buio. Così ieri sera ho avuto modo di vedere 30 giorni di buio, film tratto dal fumetto 30 day of night (che è sostanzialmente anche il titolo originale del film, ma qua s’è pensato bene di adattarlo in buoi).



La trama, molto semplicemente, parla di una cittadina (oddio più un’accrocchio di case) in un buco di culo oltre il circolo polare artico dove, una volta all’anno per un mese intero, non sorge il sole. Tutto questo diventa una condizione naturale per un gruppo di vampiri che arriva in città a pasteggiare a base di sangue umano. I sopravvissuti devono barcamenarsi per evitare di diventare cibo per i succhiasangue. E basta. Mica vorrete che vi dica la fine?

Premesso che il fumetto non ho avuto il piacere di leggerlo, e di conseguenza non posso dire quanto il film sia stato fedele all’originale, ma la pellicola ha il gradevole pregio di farti restare incollato per vedere come va a finire. L’atmosfera del film è pervasa dall’angoscia dei protagonisti di essere stati testimoni dell’eccidio dei loro concittadini ma, come si conviene ad un film horror, anche di non fare la stessa fine. I vampiri sono resi ampiamente bene, sono sporchi, brutti e cattivi, ma vestono elegantemente.



Non è, a mio avviso, un film da vedere al cinema, ma possibilmente a casa (scaricato o in dvd). Luci spente e audio a manetta sono graditi.

martedì 17 febbraio 2009

Il cavaliere fantasma

Ieri sera, dopo un po’ che avrei voluto vederlo, sono riuscito a sintonizzarmi davanti alla messa in onda di Ghost Rider. Iniziamo con il dire che il personaggio a me garba un sacco. Sarà il teschio fiammeggiante o perché sotto sotto è un metallaro (e non potrebbe essere altrimenti con tutte quelle borchie e catene). Graficamente è un personaggio fico e, con i giusti sceneggiatori, potrebbe spaccare a tutti e non di poco. Datelo in mano ad un Garth Ennis al meglio e avrete un cazzutissimo Spirito della Vendetta.



Ma, ahimè, non stiamo parlando di Ennis, ma di Mark Steven Johnson. Lo stesso che ha diretto Daredevil. Sì, proprio quello lì, quello che poi ha prodotto Elektra. Ecco. In questo caso si è occupato sia di dirigere, sia scrivere la sceneggiatura e il risultato ottenuto è un pilota di due ore. Perché le premesse sono buone se si vuole fare un serie tv.

Ghost rider presenta parecchie lacune: la sceneggiatura è scialba, la regia è basilare (nulla a che vedere con i primi due Spider-man, The Dark Knight o l’Hulk di Ang Lee) ma sono apprezzabili la fotografia, mentre è quasi da dimenticare la sezione effetti speciali. Alcune cose fatte bene (le trasformazioni da Johnny Blaze a Ghost Rider sono decenti) altre scadenti (il teschio è fatto decisamente male e non presenta neanche un’accenno di texture). Non ne esce indenne neanche il doppiaggio il quale dà allo Spirito della Vendetta un doppia voce acuta. Guardatevi una qualsiasi immagine di Ghost Rider e non vi verrà in mente una voce da scheletro presa da L’armata delle Tenebre (per quanto adori il film di Sam Raimi).



Insomma... Se non s’è capito, il film di Ghost Rider mi ha un po’ deluso. Però in compenso c’era Eva Mendes che fa la sua parte nonostante non mi faccia impazzire né fisicamente né come attrice.